Filippo La Porta – MAESTRI IRREGOLARI­ – Una lezione per il nostro presente –

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la portaFILIPPO LA PORTA
MAESTRI IRREGOLARI­  –
Una lezione per il nostro presente

 

 

 

 

Il nuovo libro del critico La Porta ci lascia finalmente la lunga traccia della sua tradizione cultural-politica e soprattutto etica . Il libro così non è solo una attraversamento di diversi autori, ma un continuo rintracciarsi dei fili di ricerca che ciascuno ha lasciato e che si riannodano ora in un autore ora in un altro. Sono queste le caratteristiche che li uniscono: Critica dell’esistente e amore per la realtà;Limite per dar forma all’esistente; L’inganno del futuro ineliminabile ma alienate; Ripensare le radici dell’Occidente; Sono Fratelli maggiori non padri;E tutti nella loro individualità;Mistici della democrazia vista come autogoverno e responsabilità; Sono educatori non indottrinatori; Agire e non-agire per cambiare il reale; Anticomunisti ovvero antitotalitari; Saggisti senza genere e mestiere.  Il primo maestro è Nicola Chiaromonte, che è l’ eroe del Nostro, poco noto in italiano, ma amato da Camus, da  Solidarnosc da Colin Ward. Antitialiano e contradditorio, rifiuta  la massa ma è vicino alla gente comune ecc., privo di alcuna retorica, al punto di giungere alla satira  del ceto intellettuale. E l’arte è per lui una regola di vita. George Orwel è citato come esempio di virtù sempre pronto a dire la verità. Orwell non credette alle purghe staliniane anche se deve ammettere che chi non credeva come lui temeva che le posizioni eretiche danneggiassero oggettivamente il comunismo. Come Simone Weil vuole provare sulla propria pelle ciò di cui parla. La sua è una rivolta alla Camus che non degenera nella rivoluzione. Per Simone Weil il rapporto con la realtà è irreale. La sua etica si può così riassumere: “È bene ciò che  dà  maggiore realtà agli esseri e alle cose, male ciò che gliela toglie”, è questo il leit-motive di tutto il libro di La Porta. Camus è un altro personaggio scomodo della sinistra che avuto il coraggio di denunciare la mancanza di umanesimo del comunismo, di non inchinarsi alla forza ma alla ragione, alla verità anche in tempi così oscuri ; egli ebbe anche rapporti con Chiaromonte. Ignazio Silone è colui che sta dalla parte del cafone che viene perseguitato per la sua innocenza stimato da Weil, seguace della vita piuttosto che delle ideologie senza populismo né anarchismo. Il testo si dilata poi indagando su tematiche simile ma distinte di Koestler,, Carlo Levi, Hannah Arendt, e Cristofer Lasch, né manca l’amato Pasolini, agnostico laico, che forse ha creduto troppo volontaristicamente, per noi, alla ragione.

Ad ogni modo essi restano per La Porta maestri esemplari in tempi così oscuri come quelli del postmoderno.

NICOLA CIAMPITTI

 

 

FILIPPO LA PORTA
MAESTRI IRREGOLARI­  –
Una lezione per il nostro presente
Bollati Boringhieri – Pag.154 –  €14,00