Anna Maria Liberatore Sabini

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sabiniLE MALAMATE
Anna Maria Liberatore Sabini

Prefazione di
Francesco D’Episcopo

Le malamate sono una rappresentazione del disagio femminile, sono soggetti abnormi che hanno raccolto tutto il dolore dell’indifferenza di giorni tutti uguali. La loro esistenza contraddice e conferma allo stesso tempo il mito platonico dell’amore. La loro vita brucia nell’incompiutezza della relazione. Gli uomini sono isole irraggiungibili, e l’Altro può vivere in noi solo come turbamento. Tra due amanti c’è un vuoto incolmabile, ma è proprio questa mancanza che produce, irresistibile, il desiderio: era fame era sete / e tu lo chiami Amore. / Vorrei colmare la misura vuota, / ma in fondo in fondo, / dove nessuno vede, / la sabbia scorre / da insospettati fori.

Dalla prefazione

…C’è nel caleidoscopio esistenziale femminile una sorta di contemporaneità stagionale, che tende ad annullare frontiere di spazio e di tempo, congiungendo carnalmente e mentalmente estate e inverno, autunno e primavera; il tutto, nello spirito di una lettura intimamente vissuta del proprio spazio, del proprio tempo. Ecco perché anche da un campo di neve può nascere talvolta un fiore.

Francesco D’Episcopo

 

L’autore

Anna Maria Liberatore Sabini si è laureata a Napoli in Lingue e Letterature Straniere. E’ giornalista pubblicista, ha lavorato per diverse riviste e quotidiani tra cui «Il Giornale di Napoli», il «Roma», «Il Cerchio», attualmente collabora al quotidiano «Il Denaro». Ha partecipato a diversi premi letterari e ha pubblicato già diversi libri e antologie di poesie.


Anna Maria Liberatore Sabini “LE MALAMATE”

2001, pp.136
Euro 10
Lire 20000
Bibliotheca Poetica
Mario Guida Editore


CANTO A TRE VOCI

Maria Orsini Natale
Gioconda Marinelli
Anna Maria Liberatore

 

Presentazione di
Dacia Maraini

 

 

Avagliano Editore

 

 

Alcune pesie:

Nuda
Nuda sei ora qui davanti a me,
magnifico fiore in petali d’amore,
mi piacerebbe sfogliarti,perla di margherita
e sussurrarti versi mai detti od ascoltati.
Nuda, eppure intatta, un invisibile manto
ti copre dalla testa ai piedi: ” Guardami,- dice-
ma non toccarmi con mani rozze e adunche,
sfiorami con dita di farfalla;
schiudimi, per non aprirmi mai,
cercami dove tu non sarai.”
Ed io ti cerco con il cuore avido,
trovandoti e perdendoti,
sei premio e preda ai miei occhi stanchi.
Nuda, senza inutili orpelli,
forma perfetta nel magico cerchio della tua bellezza,
non voglio coprirti d’un superfluo peplo
nè aggiungere gioielli,
ma qui voglio restare
in silenzio ai tuoi piedi.

Mentre mamma moriva
Signore Iddio, Signore della Terra,
se esisti tu, c’è pure il paradiso:
prepara un posto bello e luminoso
per questa donna fatta di dolore.
Mischia le carte, dà inizio ai tornei,
spezza le corde, libera gli uccelli,
prepara forbici per nastri da tagliare,
musiche e balli, turbinose gare,
tavole decorate e zucchero filante,
vivide stelle e oro fra i capelli,
e dopo tanta festa e tanti canti,
per una volta, per una volta sola,
regala a lei un sonno che consola!

Campo Di Fiori
Grigi piccioni svolazzano fra i tavoli,
romantiche mansarde trionfano
negli alberi d’arancio,
c’è mercato intorno
e c’è silenzio fra noi.
Vorrei volare in alto
fino al cappuccio di Giordano Bruno
e di lassù lanciare un grido.
So già che tu, senza parlare,
distrattamente guarderesti in cielo
per poi tornare a leggere il giornale.


 

NAPOLETANI FORZA 10

Anna Maria Liberatore Sabini
Benedetta De Falco

Introduzione di
Paolo De Nardis

Presentazione di
Giulio Rolando
Gennaro Sangiuliano

Contributi di
Antonio Ghirelli
Pasquale Squitieri

Lontani dalle radici, lontani dal mare, i ” Napoletani Forza 10″(energia pari alla potenza massima del mare in tempesta), sono scrittori,giornalisti, fotografi, attori, artisti, registi, docenti universitari, manager, medici, ricercatori e avvocati ostretti ad esprimere la loro forza creativa e la loro professionalità al di fuori di napoli. La loro lontananza ha determinato un impoverimento del tessuto culturale della città, rendendola orfana di molti suoi talenti. Il libro vuole indagare, attraverso una serie di interviste ai ” napoletani della diaspora” i motivi dell’allontanamento, la dolorosa esperienza del distacco, le difficoltà ad integrarsi altrove, i ricordi e i legami che ancora sopravvivono, la possibilità di un eventuale nella città d’origine.

 

Brani di alcune interviste:

Erri De Luca: ” me ne andai da Napoli come quelli che allora l’abbandonavano, svuotandola: da disertore.C’erano le diserzioni per necessità, le economiche, degli emigranti e c’erano le diserzioni per scelta ed è il mio caso.Lasciavo il posto d’origine e non cercavo un’altra geografia, non volevo attecchire altrove.”

Michele Campanella:” Penso alla csa del mio maestro di musica, il maestro Vitale. Sono andato ogni giorno per anni a studiare in quella casa a Mergellina. Ricordo una finestra che guardava Capri….il pianoforte era davanti a quella finestra-cartolina….in quella stanza è stata decisa tutta la mia vita”

Ermanno rea: ” L’Ilva è stata l’anticartolina di Napoli, è stata cioè, l’espressione di una città che si riconosceva nella puntualità, nella scrupolosità, nel lavoro, tutte cose che di solito non ci vengono riconosciute

Antonio Ghirelli: “Ho lasciato Napoli perchè non avevo ” il posto”, come milioni di meridionali e napoletani, andando avanti negli anni ci siamo accorti che Napoli è una dimensione universale…..

Il ” napoletano in esilio” si porta dietro la nostalgia di una civiltà che ha ancora l’uomo a sua misura, una civiltà fatta d’irinia, di scherzi,di allegria nella disperazione, un mondo in cui l’Amore, nella sua più alta espressione, è un fatto fondamentale della vita.”

Lina Sastri:” Le radici sono nella famiglia, sono in quello che hai imparato crescendo, come hai conosciuto il mondo, la vita,con quali profumi, con quali odori, con quale cucina, con quale musica…”


Anna Maria Liberatore Sabini
Benedetta De Falco
“NAPOLETANI FORZA 10″
pp.172
Euro 10
Eurocomp 2000
Graus Editore