Antonio Veneziani

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ANTONIO VENEZIANI (1952)
è considerato tra i più rapresentativi autori della scuola “romana” che va da Pier Paolo Pasolini a Dario Bellezza, da Amelia Rosselli a Renzo Paris. Tra le sue opere,
Torbida innocenza (Barbablù), Fototessere del delirio urbano (Il Segna.le), Sudore e asfalto (Stampa Alternativa). Per Castelvecchi ha pubblicato, insieme a Riccardo Reim, il libro I Mignotti. Nel ‘98 ha pubblicato con l’editore Catelvecchi Brown Sugar.

Le poesie che seguono sono inedite.

1

Inserite le albe;
frantumate le congiunzioni;
dilaniati i verbi futuri;
la mia giornata è :
una somma di agonie.

Schiacciato, sulla strada,
trascoloro verso inarrestabili,
declini. Randagio pedino

plausibili silenzi. Il mio fiato finisce
dove inizia la tua ombra.

(7 gennaio 1998)

2

L’ultima violenza,
grande violazione
al nostro codice privato,
è quel bugiardo
e viscido: “A presto”.
E’ solo un frammento
del discorso.

Un risvolto di pietra
piega, appena,
il riflesso della soglia.

D’ora in avanti
non riuscirò più
a pormi sulle ginocchia
della meraviglia
tu conosci il motivo.

(17 gennaio 1998)

3

Sulle curve del mondo
transitano radenti compiutezze.
Scrivo questo diario
perché s’attenui l’indulgenza.
Le parole sono odori specifici
da conservare e da nascondere,
nelle tasche dell’anima.
Oltre il muro di cartapesta
c’è sempre un angelo,
scostante e riottoso,
ma non arrossisce più
fino alle labbra.

(3 febbraio 1998)

4

Se eliminassi
anche il sudore,
dalle mie giornate
senza compagnia,
ma prive di malumore,
avrei aperto un varco
all’ultimo approdo.
Ma tu torni ad incurvare
l’ombra del sangue.

(23 febbraio 1998)

5

Regina ubriaca
di questa solitudine,
senza appello,
smentisco qualsiasi ironia.
Quando morirò
queste piccole carte
conservale,
tanto,
non potrebbero alimentare alcun fuoco.

(25 febbraio 1998)