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Jacopo Ricciardi
10 aprile - 4 giugno2010
Inaugurazione sabato 10 aprile
ore
19,00
A
Jacopo.
Non pochi i libri di Jacopo Ricciardi. Pubblicazioni di poesia.
Certo non di romanticherie varie. Ma di letteratura impegnata.
Allo stremo del linguaggio. Presentati da nomi di prestigio,
ossequiati da premi di riconosciuta autorità. È la poesia che
genera il fare plastico e cromatico proprio dell'esprimersi
visivamente. Oppure il visivo ha operato a fondo traducendosi in
parole. A volte in versi lunghissimi da essere scritti in
orizzontale sulle pagine a stampa. Il guardare nella nebbia
dell'esistente è pratica quotidiana per Jacopo Ricciardi, sin
dall'infanzia, sollecitato nella casa genitoriale da oggetti
imprevisti provvidi e improvvisi al contempo. Storie di artisti
ancor giovani negli anni sessanta. Il periodo delle avanguardie
artistiche e ideologiche. Bene, lo studio di Jacopo, all'ultima
visita, forse non più di un anno fa, reificava questa nebbia.
Un nitore soffuso di volti lo riempivano, presentandosi a me con
ferma evanescenza. Deformati espressivamente quanto basta dal
fluttuare aereo di sfumati caravaggeschi. Il dramma dell'oggi.
Espressioni dell'animo, sentite, assorbite. Ritrasmesse con
vigoria e consapevolezza nella tecnica preferita, laboriosa ed
elaborata dell'immagine trattata al computer. Virtuale si
direbbe, pronta a essere e più non essere, ritornando alla
custodia fedele di un meccanico tecnologico Macintosh, posato
sul tavolo, fra mille e mille libri in deposito e disegni. Lì,
tanti anche questi, di colore squillante, di composizione
disequilibrante, astratta, composita, formale e difforme,
stesure di pastello condotte con mano sicura. Disegni precedenti
ai volti ora occhieggianti, già visti in parte sulle pareti del
premio giovani all'accademia di San Luca in Roma, ora finalmente
riuniti in gruppo originario, tutti in formato quadrato
centodieci per centodieci, nelle sale della galleria Area24
qui a Napoli, la prima volta. Pronti a viaggiare ancora per Roma
e Stoccolma, a confrontarsi con le evanescenze di un nord
sognato. Buon viaggio, Jacopo, attendiamo cartoline di saluti e
successo,
tuo,
Nicola Carrino.


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