FILIPPO LA VACCARA

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Filippo La Vaccara, Senza titolo, 1999
Photo Armando Tomaga

 

Dopo la mostra personale nello spazio non-profit "Viafarini" nel '98, Filippo La Vaccara
si presenta sulla scena milanese con la prima personale in una galleria privata:
Salvatore + Caroline Ala.

La Vaccara ha ventisette anni, vive a Catania e nei suoi dipinti trattiene la luce e i colori
di questa densissima isola mediterranea. 

Negli ultimi anni, soprattutto in Inghilterra, è apparsa una nuova e inedita attenzione
alla pittura. Inedita perchè domina l'interesse per una rappresentazione personale
della storia, sia quella della metropoli inglese come nel caso di Maloney, sia quella
delle proprie radici come in Chris Ofili.

Con una declinazione autonoma anche Filippo La Vaccara propone nei suoi quadri
su carta e su tela, nei suoi disegni e nelle sculture in gesso policromo, un
collegamento tra la stratificazione della cultura visiva siciliana e la sua storia
personale.

I suoi colori caldi, luminosi, sono contrappuntati da un nero opaco profondo,
che ricorda la lava dell'Etna, ma anche il grigio delle strade e delle facciate
dei palazzi catanesi. Come se, di fronte alla luce tagliente del sole, del mare,
gli occhi avessero bisogno di uno schermo per non essere abbagliati. 

La particolarità dei suoi dipinti consiste in un richiamo netto e preciso alla figura
e qui le assonanze con la pittura contemporanea italiana (da Burri per quanto
riguarda la fisicità dei colori bruni, terrosi, a Schifano per le trasparenze e la
liquidità dei contorni e degli sfondi) si stemperano in un panorama di storie
che ricordano la vita quotidiana e la tradizione dei cantastorie siciliani.

 Così si alternano le immagini di animali domestici, come il gatto che affiora da
un fondo verde e sembra tenere tra le zampe lo skyline di una città, ad altri che
ibridano il loro corpo con segni mitologici, arcaici. Il paesaggio a volte si anima
di volti, di file d'alberi appena tracciati che sembrano stilizzate figure viventi da
non si sa quale pianeta, oppure diventa uno strano intreccio tra miraggi desertici
e tracce di vita presente.

 Tra queste quinte pittoriche si aggirano le grandi sculture di gesso dipinto.
La superficie bidimensionale della tela e della carta, è sostituita da un corpo
reale, di colore bianco, morbido, levigato a cera, sul quale Filippo La Vaccara
disegna occhi, bocche, e qualche sintetico dettaglio. Emerge una figura dove
l'umano e l'animale si sovrappongono in un sogno, o forse in un enigma.

A cura di Francesca Pasini

Per informazioni : galleria salvatore + caroline ala
via Monte di Pietà 1 ; 20121 Milano
tel. 02 8900901  - fax 02  86467384
e-mail:galleria.ala@iol.it