CiampittiCO.jpg (6165 byte)
Roberto Carnero 
LO SPAZIO EMOZIONALE

E’ finalmente uscita per i tipi internilinea editore un testo molto accurato su Tondelli ,sottotitolato iure guida alla lettura di Pier Vittorio Tondelli.L’autore è Roberto Carnero studioso presso l’università di Londra. Non a caso l’introduzione è curata da Enrico Palandri altro "inglese" oltre che iniziatore, con la descrizione del ‘77con Boccalone del romanzo generazionale, che è poi proseguito con Piersanti Claudio e infine appunto con Tondelli, nella linea dell’ala creativa, rock o se si vuole più "a sinistra", mentre il filone cosdiddetto yuppy o meglio verde iniziò negli stessi inizi degli anni ‘80 con De Carlo. Ma torniamo al nostro testo critico. Oltre all’introduzione critica vi sono la postfazione di Stefano Zappoli, che partendo dall’ultimo romanzo di Tondelli Camere separate traccia brevemente , ma acutamente, tutto lo sviluppo e la maturazione dell’autore degli anni ottanta. Infine il testo è corredato da un’ottima cronologia e bibliografia di Fulvio Panzeri. Nell’introduzione di Palandri viene giustamente messa in luce l’indifferenza , l’incomprensione dei critici , che sentì profondamente lo stesso Tondelli.Persino Arbasino, tanto stimato da Tondelli, alla sua morte(nel ‘91) non ebbe parole di comprensione: un atto di accusa questo di Palandri, che ci ricorda quell’ultimo di Renzo Paris contro "i biechi critici" nel suo Romanzo di culto. Tondelli si sentì compreso solo dall’editor e critico dell’editore Feltrinelli :Angelo Tagliaferri oltre che dall’editore francese Whal. Carnero poi inizia, dopo la motivazione- in un capitolo- del perché rileggere Tondelli e perché riproporlo alle nuove generazioni( per la sua modernità e il suo essere anticipatore del postmoderno e degli autori degli anni 90),l’analisi delle opere. Altri libertini viene visto come iniziatore della letteratura emotiva e soggettiva di Tondelli.Romazo di 6 racconti della generazione e dell’immaginario giovanile, arrabbiato contro adulti, società, borghesia ecc., e che cerca nell’alcol e nella droga la fuga dalla disperazione. L’io in quest’opera si annienta e risolve nel noi. Il linguaggio che tanto colpì nell’80 è qui descritto come un sound del parlato, con frequente uso delle frasi nominali, di anacoluti allucinati, elenchi "arbasiani",e di slang giovanile; è una prosa tutta sua comunque , basata sul plurilinguismo. Famosi sono il racconto Portoristoro, la sala d’attesa della stazione di Bologna, pieno di un mondo di emarginati, o la tematica del viaggio nel racconto Autobhan con la corsa sul 500, il "ronzino scappottato", verso il vento del Nord.

Il romanzo Pao Pao non cambia registro linguistico, ma diviene da racconti di un’atmosfera vero romanzo, assetato della curiosità di nuove esperienze ,che offre la vita militare, ma nel contempo rattristato sin dall’inizio dalla partenza, dall’abbandono dell’amico Renzu. Infatti il libro inizia con un "Ma", e con la parata finale che ritorna ,dopo un ampio flash-back, alla fine del libro. Da un primo amore per le novità quasi ad inizio libro poi sopravviene la frustrazione e il fastidio per il mondo burocratico della vita militare, anche se non viene fatta una critica feroce come ne I cani di Vargas Llosa. Già in questi romanzi è possibile vedere un elemento postmoderno: la commistione dei linguaggi e la scissione dell’io in noi.. Altro romanzo , che sembra tradizionale, ma che invece usa le tecniche più avanzate del modernismo ,e del cinema ,Rimini, ci dà uno spaccato della Hollywood italiana, con tematiche gialle, d’amore e d’avventura, senza che manchi la politica "sporca" dell’Italia, e il personaggio-scrittore.

Il libro di Carnero si chiude con l’analisi dei libri di critica e di cronaca del Weekend postmoderno, dopo però aver dato giusta luce e spazio al piccolo capolavoro di Tondelli: Camere separate. Anche qui , come nelle altre opere il critico rintraccia la genesi di questo libro nel Weekend o in altre fonti o ricordi di amici. In quest'ultimo romanzo viene tematizzata quella "fenomelogia dell’abbondono" , che Pier Vittorio (Vic) T. aveva studiato nella psicanalisi di Caruso, come in altri autori come la Bachman e soprattutto in Barthes. E’ il romanzo di due amanti(uomini) Leo e Thomas, raccontato da Leo, di ritorno in aereo, due anni dopo la morte dell’amico, e scritto quasi per rielaborare il lutto. E’ la tematica della solitudine propria di ogni scrittore , ed è il romanzo dell’amore ,voluto separato, lontano, e che dà difatti il titolo al libro.

La morte di Thomas non è stata priva di senso: nel corso delle funzioni religiose del Venerdì Santo, nel suo ritorno al paese, sente che Thomas è Cristo, Leo percepisce che il dolore suo è quello di tutta l’umanità. Alla fine Leo scopre che camere separate vuol dire rispetto per la propria e altrui individualità ,e si sente parte di una famiglia allargata.

Roberto Carnero LO SPAZIO EMOZIONALE-guida alla lettura di Pier Vittorio Tondelli

Ed. Inerlinea ‘98       Lire30.000