Remo
CeseraniRaccontare il postmoderno Il testo in ristampa è certamente il mio libro uscito in Italia sul postmoderno. E’ oggi molto di moda all’estero, e in particolare in ambito anglo-americano parlare di postmoderno, mentre da noi lo si guarda con sospetto e un po’ dall’altro , come una delle ultime sciocchezze del mondo americano. Eppure di qua e di là , o nell’uso linguistico o in trovate mio o meno interessante: divisione dell’essere, postumo, il comico nel dopomoderno e altro anche i nostri intellettuali non sembrano sfuggire del tutto a questo imperativo critico di fine ed inizio millennio. Pertanto per chi voglia davvero capire qualcosa direttamente in lingua italiana di postmoderno non può fare a meno di leggere questo volume, peraltro agile e di facile lettura di Ceserani. Innanzitutto l’autore distingue tra postmodernità , quale situazione storica oggettiva, e postmoderno quale moda estetica o ideologica. Alla prima nessuno può sfuggire, in essa tutti viviamo e da essa in ultima analisi siamo influenzati sotto il segno anche della realtà informatica postindustriale. Ciò ha determinato una ridefinizione della nascita del moderno a partire non più da Galileo ma da fine ‘700. Dopo questa interessante e acuta introduzione il critico ci guida per le strade del postmoderno seguendo quasi sempre il suo maggior teorico F. Jameson, che sta dedicando la maggiora parte dei suoi ultimi studi a questa problematica nella critica letteraria e del mondo materiale o artistico-architettonico Il percorso di Jameson viene identificato soprattutto nell’analisi critica dei modi di produzione,che lo fanno una marxista non idealista.Nel postmoderno Jameson individua il sublime isterico, la parodia bianca, la superficializzazione, l’estetizzazione della realtà, la nostalgia della storia. Ma soprattutto si passa da una situazione epistemologica conoscitiva ad una più ontologica , che il J. ritrova nella scissione dell’io che non è più semplicemente gnoseologica( come avveniva, quando avveniva, nel Moderno) ma propriamente psicologica.Il mondo la natura scompare di fronte ad un reale e ad una economia in cui la merce più diffusa e preponderante è la cultura. Il libro di Ceserani si chiude poi con un affondo critico nella letteratura italiana contemporanea , dimostrando come la categoria teorica del postmoderno è essenziale per capire inquadrare gli autori attuali, che diversamente sfuggirebbero ad una comprensione storiografica di una critica scientifica e rimarrebbero molecole solo letterarie o frutto di una visione storica e astratta dello studio critico. Così Calvino viene giustamente identificato tra moderno e postmoderno, mentre l’opera di Tabucchi(con il tema della personalità doppia e ambigua, e il rovesciamento della parola, soprattutto in alcuni dei a lavori più recenti, come d’altronde provano anche studi “americani” ) è tutto nel postmoderno, così come Tondelli, Busi e altri. Nicola Ciampitti Remo Ceserani- Raccontare il postmoderno- Bollati Boringhieri-pagg.242 L.40.000 |