![]() Leonard Cohen Stranger Music Universalmente noto come cantautore, Leonard Cohen è stato anche - prima che songwriter - poeta e romanziere. Se tutti abbiamo potuto familiarizzare con alcuni dei suoi personaggi più intriganti, come Suzanne o Giovanna d'Arco o Nancy, grazie alle stupende versioni di Fabrizio de Andrè (salvo poi scoprire inattese parentesi coheniane anche in Luigi Grechi o in Mia Martini, fino alla recente performance di De Gregori e Locasciulli dell'inquietante The Future), il Cohen letterato è sempre rimasto in ombra (per quanto negli anni Settanta sia Beautiful Losers che The Favorite Game fossero stati tradotti in italiano e pubblicati da editori di rilievo), ed il poeta, in particolare, confinato in sedi poco più che clandestine. Rimedia a questa lacuna la recente iniziativa di Baldini & Castoldi che, sotto il titolo di Stranger Music, ha dato alle stampe la traduzione (condotta da Alessandro Achilli) di un'omonima amplissima antologia di testi coheniani, assemblata dall'autore stesso nel 1993 per la Random House. Il volume, di oltre 500 pagine, non tralascia nessun aspetto della scrittura di Cohen, sbocciata e sviluppatasi lungo i quasi quattro decenni che ci separano dalla precoce maturità di Let Us Compare Mythologies (1956) al già ricordato The Future (1992) attraverso mutevoli forme di scrittura e di meditazione che in poesia sono approdate al Book Of Mercy (un'opera in cui la lirica assume la struttura del salmo, ove si concentrano l'eredità dell'ascendenza ebraica, la filosofia Zen del suo Maestro Roshi, e la consueta ispirazione poetica, senza tralasciare le abituali e quasi ossessive tematiche dell'amore, del potere e della ricerca del senso della creazione poetica stessa). In Stranger Music troviamo anche i testi di tutte le canzoni contenute nei suoi 9 LPs usciti a partire da The Songs of. L.C. (1968), e infine, l'attestazione delle successive fasi della scrittura in prosa (anche se manca la prova romanzesca d'esordio, quella sorta di personale ritratto dell'artista da giovane che fu The Favorite Game): dalla visionaria sensualità di Beautiful Losers (1966) a Death Of A Lady's Man, lavoro perennemente in progress, in cui una scrittura prosastica estremamente evocativa si alterna a frammenti poetici, testi di canzoni, appunti autoriflessivi di corrosivo commento (vedi la citazione che segue). Al termine della lettura l'idea dell'artista che ci siamo formati è insieme completeta e sfuggente e invoglia a tornare da capo, a leggere nuovamente e, perchè no, ad ascoltare ancora il suono della sua ironicamente autodefinita "golden voice". (Leonard Cohen - Stranger Music - Baldini & Castoldi L. 38.000). COMMENTO - MORTE A QUESTO LIBRO Da molto tempo non si vedevano libri come questo. Al lettore moderno verrà fornito il quadro d'un fallimento grazie al quale potrà osservare senza remore il trionfo di un genio luminoso. Ho il manoscritto accanto a me, in questo momento. Ha impiegato anni a scriverlo. E intanto voi tutti tiravate fuori a stento le vostre stronzatine. Sarà lampante che lui è lo stilista della propria epoca e l'unico uomo onesto in città. Non ha litigato con le proprie voci. L'ha trascritto dall'aria. Questo è ciò che coloro che sanno chiamano opera e non adrebbe confuso con una trance orientale. Della Rossa Andrea II
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