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D.Della Terza -M.D’Ambrosio -G.Scognamiglio- 
Tradizione e innovazione

Dante Della Terza, professore emerito della Harvard University, e della Federico II di Napoli, si è impegnato ancora una volta in un lavoro di interpretazione filologica e critica di alto valore oltre che di introduzione degli scritti degli altri autori.

Della Terza approfondisce qui un autore: Francesco De Sanctis a lui caro sin dagli anni del dottorato con Luigi Russo alla Normale di Pisa. Nel primo intervento critico il Nostro sottolinea come il De Sanctis faccia un uso attento e limitato del termine Medioevo, che piuttosto recupera nei testi letterari, come quando scrive :"Che cos’è dunque la Commedia? Il Medioevo realizzato come arte, malgrado l’autore e malgrado i contemporanei. Il Medioevo non era un mondo artistico, anzi era il contrario dell’arte.."

Lo stesso De Sanctis è poi attualizzato nel suo amore per il Tasso espresso in una tragedia scritta dal critico irpino nella prigionia a Castel dell’Ovo, seguendo tuttavia una edizione del Tasso di Goethe. Anche l’indagine sul Croce studioso degli antichi non manca di piacevolezze e curiosità: così conosciamo un Croce attento alla filologia di Jachmann, ma nel contempo capace sempre di seguire le sue valutazioni estetiche di tipo più ampio, metodologico. Chiude il libro un altro intervento di Della Terza su un cinquantennio di una nota rivista: Belfagor, di cui rammenta i maggiori interventi come quelli del Caretti, Contini, Bonora, S.Timpanaro, Fubini, Lukacs, per chiudersi poi su note vicende degli ultimi anni coi nomi di Gianmatteo del Brica(alias G. Ferroni)e del dottor Dappertutto(alias Ceserani), i cui interventi con tali firme hanno colpito vizi e virtù degli intellettuali, suscitando spesso polemiche, giunte sino alla stampa nazionale..

Il D’Ambrosio interviene su un argomento più moderno:Croce e il Futurismo, in cui scopriamo, oltre alla nota antipatia del critico del futurismo, espresso anche in Il futurismo cosa estrenea all’arte, un rapporto inedito del critico con A.Soffici, nel primo dopoguerra, proprio per ottenere materiale originale dei poeti futuristi, quale gli stessi Chimismi del Soffici, che tra l’altro un po’ arditamente aveva difeso il futurismo con l’estetica crociana. La Scognamiglio del romanzo Uno,nessuno e centomila di Pirandello analizza la complessa operazione di decostruzione da parte del protagonista Vitangelo Moscarda, delle sue varie personalità oggettivanti e narrate da un’altra personalità, ignota allo stesso protagonista, la voce narrante, la memoria. Nelle novelle, partendo dal precedente romanzo, la studiosa ricerca in un successivo saggio una condizione epifanico-onirica.

 

NICOLA CIAMPITTI

D.Della Terza-M.D’Ambrosio-G.Scognamiglio- Tradizione e innovazione-
Studi su De Sanctis, Croce e Pirandello
LIGUORI EDITORE - pagg.218   £.28.000