Enzen.jpg (10650 byte)Hans Magnus Enzensberger - ZIG ZAG

L’inquietudine spirituale dell’autore come la certezza di poter cogliere il reale, proprio perché scrittore, spinge Enzensberger dal romanzo alla poesia, alla critica e alla saggistica. In quest’ultima direzione si inserisce difatti questo libro, che affronta tematiche intellettuali di vario genere, ma fra loro collegate dallo spirito del tempo e dalla nota acutezza e bonaria ironia che caratterizza il critico. Nell’affrontare l’antica e appassionante tematica del tempo, il Nostro efficacemente dimostra che esso non si muove in modo lineare ma appunto a zig zag; negando così l’affermazione dei postmoderni che esso sia ridotto all’eterna contemporaneità. Il tempo si muove, secondo E., su vari strati, e non si ritrova mai nello stesso posto, come un punto su una pasta sfoglia, di cui qui descrive le coordinate matematiche. Ciò è confortato dal fatto che tante persone pur al passo coi tempi amano il passato(ad es. "Lo specialista della teoria dei sistemi che sceglie di abitare in una casa vecchia." ) come dal cosiddetto atavismo. Nella seconda e più ampia sezione dedicata al Potere l’autore cerca di trovare dei punti di contatto nel tempo e nello spazio: tra Saddam Hussein e Hitler, entrambi nemici del mondo più che di una razza; tra gli eroi della ritirata, come Gorbaciov, Kadàr e altri, che nella dissoluzione di un mondo hanno trascinato se stessi. Notevole è poi l’osservazione che la lettura soggettiva di tanti corrispondenti dalle macerie della II Guerra Mondiale hanno intravisto il futuro più di tanti studiosi di scienze sociali o dei politici. D’altronde, come dice nell’ironico(ma non troppo) capitolo Pietà per i politici, questi ultimi perdono il senso della realtà proprio con la loro attività , fitta di conferenze riunioni al vertice, statistiche ecc, rimanendo chiusi nelle stanze di partito, e nelle sue lotte interne, "perdendo il linguaggio"; l’unica cosa che li ripaga di tante privazioni è l’uso del potere, che "per certi individui rappresenta un potente afrodisiaco". Il libro si chiude con la sezione dedicata allo Stile, che dopo un affondo sulla moda e sul lusso, nel capitolo Eventi e turpitudini descrive con fascinosa ironia il mondo della politica culturale: convegni, musei, relazioni, simposi, talk-show, dibattiti ecc. , in cui intellettuali e critici( ragazzini e non ) sembrano ridotti a clerici vagantes pronti a parlare di tutto, spesso senza alcuna competenza. Tutto ciò non fa che riconfermare nell’autore l’opinione che pochi intellettuali ancora sono "convinti che il posto di lavoro sia la scrivania", benché al di fuori di questo luogo di studio la cultura venga presa poco seriamente.

                                                                                                                           NICOLA CIAMPITTI

Hans Magnus Enzensberger  - ZIG ZAG -    Saggi sul tempo,
il potere e lo stile-
Pagg.177    -   Einauidi  -    £ 20.000