Giulio
Ferroni - PASSIONI DEL NOVECENTO -In questo testo critico G. Ferroni con sobrietà e chiarezza espositiva analizza 16 autori del 900 nati prima del 1933, riunendo e talora modificando degli articoli già comparsi in diversi giornali o riviste. Lipotesi da cui parte il nostro miglior critico sono di due ordini: da un lato recuperare la passione per le ragioni della letteratura, di cui risulta incapace la critica istituzionale per opportunismo e rifiuto di mettersi in gioco; dallaltra rifiutare leccesso di specialismo, per cui spesso la contemporaneistica cade nel gergalismo, nellapparenza di scientificità, nel bello stile dellallusività ecc. La critica-per il Nostro-deve dunque giustamente essere qualcosa di vitale, partire dalla passione del lettore, riscoprire i classici da cui trarre alimento per ri-vedere i contemporanei, attraverso "un ricambio continuo tra passato e presente". Gli autori studiati sono qui presentati in gruppi di quattro per volta. I primi quattro (Brancati, Alvaro, Gadda, C.Levi) hanno attraversato gli anni del fascismo sino ad affacciarsi alletà del dopoguerra, proponendosi quale "autobiografia" degli anni cruciali di una nazione. Nel successivo quartetto (Tommasi da Lampedusa, Pasolini, Morante e Caproni) si rivela in modo esplicito la condizione postuma della contemporaneità. Nei quattro autori che seguono(Calvino, Fortini, Ortese,e la Rosselli) Ferroni indaga la problematica dellintellettuale di sinistra del dopoguerra, e nelle due scrittici latteggiamento di alterità radicale. Infine lultima serie (Lalla, Zanzotto, Consolo, Giudici) Ferroni vuole mostrare la resistenza della letteratura nei confronti del linguaggio dei mass-media. In verità in tutto il libro è possibile rintracciare con particolare frequenza le categorie di resistenza (già presente nella sua Letteratura Italiana), di postumo (v. laltro suo libro Dopo la fine) e di altrove, di diversità rispetto al mondo degli autori del Novecento italiano. Così Ferroni può rintracciare la resistenza in Tutto di Caproni, e forse latteggiamento di altrove nel Gonzalo de La Cognizione del dolore di Gadda. Il libro si chiude con un capitolo in cui il Nostro esalta limmaginario autentico, perché capace di resistere allinvadenza mass-mediatica dellimmagine, e che egli chiama residuale. La lettura di questo libro si rivelerà quindi indispensabile a chi voglia avvicinarsi con passione, giovanile e non, al nostro secondo Novecento. NICOLA CIAMPITTI Giulio Ferroni- PASSIONI DEL NOVECENTO - pagg.248 - Donzelli - £.35.000
|