Guido Guglielmi
- L’infinito terreno(saggio su leopardi) –

 

Il testo di Guglielmi contiene sei interventi su Giacomo Leopardi, apparsi già su riviste, o comparse per la prima volta in questo volume. L’assunto di tutto il libro si potrebbe ridurre all’individuazione della capacità leopardiana di, pur criticando alcune categorie,  farne uso rovesciandole. Così nella critica giovanile al Romanticismo, in quel famoso articolo mai pubblicato dalla neoclassica Biblioteca Italiana(il che per il Guglielmi significherebbe la sua non completa adesione neppure al neoclassicismo) il Leopardi utilizza il concetto di patetico per farne vedere la sua naturalezza in Omero, e il suo essere nell’età moderna nient’altro che un surrogato di una poesia che non può più essere naturale, ma solo frutto di arte e di ragione. Così il poeta di Recanati non può non usare la stessa ragione pur tanto negata come accade nel suo uso del  sensismo, che serve per quel salto dell’immaginazione che è l’idillio l’ Infinito  e in cui una sensazione “ di sgomento si trasforma in una sensazione di beatitudine”, di fronte appunto all’abisso dell’infinito provocato dall’indefinito. La felicità sognata nell’Infinito è infatti “la felicità dell’estinzione della metafisica del desiderio”, il superamento del principio di individuazione, per poter annegare nell’indifferenziato. La stessa nota dialettica di natura e ragione daranno un polistilismo alla famosa ultima sua poesia La Ginestra, per il continuo passaggio dal monologo al dialogo, che nasce  proprio dalla dura contestazione di altre ideologie quali il Romanticismo, nemiche di quella ragione pur tanto negata, e che tuttavia qui viene riaffermata ed usata contro lo spiritualismo. Infatti nelle Operette Morali  il poeta non accetta le favole antiche pur nell’irrisione della vanità della ragione umana di fronte all’onnipotenza e indifferenza della Natura matrigna. L’idillio leopardiano infine è un’ “allegoria  del possibile..non aristotelicamente verosimile,non conforme alla ragione, non compatibile con il mondo della vita”, perché allude al mito della felicità, che tuttavia non ha  una funzione consolatoria. Insomma tutto concorre ad una visione “terrena”  di concetti apparentemente spiritualistici (come l’infinito , illusioni, felicità)dell’opera leopardiana.

                                                              NICOLA  CIAMPITTI

Guido Guglielmi- L’infinito terreno(saggio su leopardi) –Pietro Manni Editore- pag. 151 euro13,42