STEFANO JOSSA
- L’Italia letteraria-  

Poche righe non bastano a dare la cifra di questo libro. Non è certo una novità per le patrie lettere l’argomento che ci viene presentato, anzi fa da base a ogni conversazione sulla nostra tradizione, o sulle questioni della lingua e altre nostrane,che però non viene affrontato in maniera specifica. Tuttavia l’interesse di questo volume, e non solo per gli italianisti, ma per chiunque si senta o sia italiano almeno nella lingua, sta soprattutto nel taglio critico, piuttosto che  nello spessore di letture e l’ampiezza dell’argomento. Quest’ultima difatti copre tutta la storia della nostra letteratura dalle origini al ‘900 ed è per definizione inesauribile. L’assunto di Jossa può essere brevemente riassunto scorrendo i titoli dei singoli capitoli: Un’identità letteraria? ; Tradizione e rivoluzione;”Res publica litteratorum”; Le ferite della storia; Amor ch’a nullo amato amar perdona, Scambi.  E’ cosa nota che l’Italia trova l’unità nel 1860-1. Da Dante la nazione  assume dei connotati propriamente letterari e linguistici: una lingua non parlata  ma scritta,  padroneggiata anche nelle conversazioni dei gruppi  intellettuali, codificata da Bembo nel ’500. L’identità letteraria sostituirà quella nazionale, ma con due  proprietà uniche: l’aristocraticità e il cosmopolitismo. Ogni letteratura si evolve nel conflitto tra canone e innovazione,  ma la nostra  complica la conflittualità con l’immediato passato con la tradizione più antica:  ad es. Dante/Virgilio. La nostra nazione è stata  una Repubblica di letterati, gelosi custodi di una tradizione antichissima, quasi fosse lo straniero. De Sanctis creerà una tradizione letteraria per quella nazionale e vi avrà posto: Galileo ecc. I nostri autori del Novecento  creeranno un  modello per distruggerlo. L’Italia appare ai nostri autori come una bellezza offesadai barbari e così via . Non v’è pace  neppure in Pirandello: ma ciò rafforzerà la linea del cosmopolitismo. Altra tradizione creata da noi sarà  la discussione sull’amore platonico o non : sul senso della vita: apparenza, verità ecc. Ma perché dalla de Stael rifarsi, per essere moderni, agli stranieri? V’è per esempio, dirà Pirandello, una tradizione europea dell’umorismo da Rabelais, Cervantes ecc, v’è tuttavia un’italianità e altro.. Il libro si conclude sul mito dell’ America: fascista del capitalismo,antifascista di Vittorini ecc.su cui abbiamo scaricato  le nostre contraddizioni interne.

NICOLA CIAMPITTI 

STEFANO JOSSA- L’Italia letteraria-  il Mulino
Pagg.222  - €13,50