 Giorgio Manacorda (a cura
di)
- Poesia 99. Annuario-
Lannuario di questanno è
diviso in due volumi, di cui il secondo accoglie le Poesie rifiutate di P.P.
Pasolini. Il primo volume inoltre riprende una sezione trascurata negli ultimi anni:
Samizdat, che contiene stavolta le poesie piuttosto belle di Fabio Bajec e di Matteo
Marchesini. Giorgio Manacorda presenta lannuario 99 con unampia e
bellissima introduzione, in cui ci sembra quasi rinnovarsi nella sua foga di poeta-critico
e elaboratore di teorie letterarie. Lo spirito sempre giovane del Nostro certamente deriva
dal suo essere poeta autentico e tra i migliori, insieme a D. Bellezza, degli anni
70. La sua introduzione si apre con la disamina dei poeti più noti e più volte
valutati dallo stesso Manacorda: Zeichen, Magrelli, Cucchi e Conte, ai cui ultimi libri
non risparmia con chiarezza estrema dure critiche, così come in occasione di uscite più
felici aveva saputo raccogliere e festeggiarne i meriti. Con instancabile felicità
critica Mancorda poi individua in Antonella Anedda(pur dopo leterno M. Luzi) il
miglior poeta del 99 con Notti di pace occidentale.In questo libro il critico
militante non coglie nulla di moderno o postmoderno, ma qualcosa di necessario, o di
omerico comegli, facendoci sussultsare, dichiara. Forse quel misterioso senso-in
Anedda- di necessitato ricorda a Manacorda- senza chegli stesso se ne avveda- la
moira, il destino, inevitabile pure per gli dei. Viene apprezzato finalmente, seppur solo
parzialmente, lultimo libro di De Angelis: Biografia sommaria. Ma Mancorda sa
anche parlarci di Bacchini e poi di Lolini, che ha pubblicato nelled.Taccuini di
Barbablù il suo ultimo libro Poesie a mezzaria , in cui secondo M. esprime
"un pessimismo frivolo". Non manca lultimo libro di Giudici, e solo un
cenno doveroso(ma non di più, perché collaboratori della rivista) a Deidier e Febbraro.
Dopo un bellissimo excursus, che si libra tra il paradosso e la poesia, di Giorgio M. sul
critico militante, segue un intervento accuratissimo di Febbraro sulle riviste e giornali
che si occupano ancora di poesia in Italia; Marchesini con Gabusi si diverte a valutare
lattenzione data alla poesia nella scuola italiana tra testi e nuovi manuali, tra
rabbia e giganti morti. Molto bello larticolo dal divertente titolo Il Viagra
dellio del noto Barillari P. Simone, che si dedica allo studio delle poesie
scritte a proprie spese(a.p.s.); passionale e diaristico lintervento sempre un
po sornione di Renzo Paris con il suo Ragazzi a vita. Un documento più
critico che filologico su Sandro Penna (1930-39) segue a firma dellinossidabile
Deidier, che più avanti ci tempesta di recensioni insieme ad altri ottimi collaboratori
della rivista. Billi e Barillari ci parlano infine della poesia americana, poi il libro si
chiude sulla poesia del resto del mondo. Un annuario davvero bello, ricco, arguto e
piacevole , che non vale la pena di perdere.
Nicola Ciampitti
Giorgio Manacorda (a cura di) - Poesia 99. Annuario-
Castelvecchi - £ 24.000 |