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GIUSEPPE MONTESANO

CARNE E SANGUE DI NAPOLI ‘90.

Ma saremo davvero nel ‘90 col romanzo di Fulcaniello, oh scusate ci siamo sbagliati, volevamo dire del grande scrittore napoletano Giuseppe Montano che scrive il suo nome su una copertina Mondadori, con le iniziali minuscole, che umiltà! Ma incominciamo daccapo, perchè non crediate che non voglia a giusta ragione adularlo come nuovo lustro per la nostra città.

Leggiamo insieme questo comico e veritiero romanzo napoletano nel corpo di Napoli, che seppure appartiene ad un vecchio cliché ci dà tuttavia una vera identità del napoletano , o almeno -meglio di altri- una sua caratteristica un po’ più pittoresca.

Il libro si apre con un una cazziata che subisce Landrò dal padre ,mentre sta con l’amico Tommasino, entrambi degli spiantati, veri spellecchioni. Il padre per l’ennesima volta gli dice che è uno sfaticato, un buono a nulla, un filosofo fallito, che a trent’anni non si laurea, fissato per un pazzo, il filosofo Nicce. Landrò impallidisce ma se ne frega , lui è in sciopero con il lavoro, seppure ha trent’anni. I due amici insomma sono amanti di Nicce e di Rimbò. Landrò fa conoscere all’amico una ragazza particolare, una psichiatra di nome Gala, anch’ella amante del romanticismo tedesco e di Nice. Ma con questa Tommasino litiga sulle scale di S.Domenico Maggiore, e la cosa si chiude qui. I due amici continuano le loro conversazioni sulla verità, che non ha nulla a che vedere con la realtà. Il 31 dicembre (ma di quale anno ?) i due si recano da don Sossio, in odore di esoterismo, ma scoprono invece che è un parafascista, con una palestera invece della canonica. I due riescono a fuggire a stento dalle spire di questo pazzo. Tommasino va poi dall’amico O Tolomeo, un imprenditore furbo, scrittore e mezzo filosofo, e pantagruelico nelle sue cene , cui invariabilmente v’è il Maestro, i suoi due fratelli, la moglie tedesca. O Tolomeo sta progettando un cimitero sotterraneo nelle falde acquifere, con cadaveri a vista, e sopra una città con supermercato. Ma qualcuno( non i due amici) provocano dei danni bucando con dei pali le falde acquifere facendo fuoriuscire in un lago i cadaveri incellofanati. Dopo la permanenza da O Tolomeo Tommasino ritorna a casa. Landrò intanto gli fa conoscere Ciro Morvo che a sua volta li conduce dal medium Fulcaniello, che cerca il centro di tutte le energie da far convergere per ottenere la volontà di potenza di Nicce. Fulcaniello ricerca nel corpo di Napoli, dove si è accumulata nei secoli monnezza, morti o creduti morti buttati là sotto, quasi sotto la cappella dell’illuminista principe di S. Severo, Raimondo di Sangro, la potenza , l’energia più profonda. Ma vanamente, anzi in una spedizione sotterranea rischiano di restare tutti affogati. La sua donna non a caso si chiama Regina(in verità semplice Concetta) come la donna di Kirkegaard. Tommasino , infastidito sempre più dai genitori che lo vogliono sistemare, mentre la sorella si sistema in casa col fidanzato che lavora, si rifugia a casa di Landrò che ha ereditato tutto dal padre. Ma ben presto si scopre che il testamento è una fregatura, mentre continua in casa di Landrò la relazione di Tommasino con Arcana la sorella di Landrò. Sono costretti però a mollare tutto e Landrò mette su casa con gli amici al parco Pardiso con i soldi prestati a cambiali da O Tolomeo.

Intanto i due amici teorizzano la prostituzione, mentre Tolomeo con Arcana crea un vero casino, e gli protesta le cambiali. Tommasino è costretto a tornare a casa sua ma Tauto (che in napoletano vuol dire bara), il fidanzato di sua sorella, gli dà dieci milioni per la cessione della sua parte di eredità. Landrò intanto recupera qualcosa dell’eredità e si riduce con Regina a fare l’amministratore di don Sossi e del suo partito politico.

La capacità affabulatoria del narratore è incredibile e certa, ma dove ci porta il nostro è difficile dirsi. La sua cifra è certamente il dialetto napoletano che con le sue movenze, la sua sintassi è trasferito nell’italiano, per cui il trapasso all’uso del napoletano nei dialoghi è quasi inavvertibile. Con questo stile il narratore può rincorre la storia incredibile dei suoi personaggi senza mai fermarsi, provocando continua comicità, in un mondo che sembra librarsi fuori di ogni dimensione storica o temporale.
Nicola Ciampitti

 GIUSEPPE MONTESANO - Nel corpo di Napoli  -    Mondadori   £.  29.000