Enrico Palandri
Le vie del ritorno

E’ da poco riuscito per i tipi Feltrinelli in ristampa  un libro di Palandri (il penultimo) che ha avuto un meritato successo. Il libro chiude(anche per Palandri) un periodo  di ricerca e scrittura di quello che potremmo definire un gruppo di scrittori  della “post-generation”, tutti interni ad un post-moderno italiano. Stiamo parlando di Tondelli di Altri libertini,di Palandri di Boccalone,di Piersanti di Casa di Nessuno, , di De Carlo di  Treno di panna, nonché(seppur sott’altra dimensione  soprattutto spaziale)del primo Del Giudice. Ebbene Palandri, Piersanti e Tondelli   partono dal romanzo generazionale del ’77-‘78, da un io scisso ed esteroflesso nel mondo e nel parlato, seppur amante della solitudine, che infine approda al silenzio(parola che si ritrova significativamente in tutti i testi citati), all’attesa, all’abbandono, al ritorno nella propria interiorità. Così accade a Tondelli con  Camere Separate, a Piersanti con Luisa e il silenzio, e quindi con il Palandri delle  Vie del ritorno dopo che tutti sembrano aver attraversato un periodo di ricerca narrativa più tradizionale: alla Rimini  di Tondelli per intenderci. Questo romanzo di Palandri è costruito con più voci narranti partendo dalla fine a cui ritorna al termine del libro: il ritorno a Roma e la telefonata a Sandra, dopo aver subito il furto della  valigia, che rappresenta il suo vecchio io: la generazione. Esso si snoda , come gli altri a cui è stato paragonato, attraverso il filo della memoria che riannoda, in un’Inghilterra repressa da un governo conservatore, l’ormai psichiatra Davide, amante di Julia, i ricordi del terrorismo del ’79, attraverso due sue rappresentanti  Nicola, e  Livio ucciso dalla sua politica, pur figlio , diversamente da Davide, di gente ricca e affermata. I ricordi si spostano dalla madre giovane,povera e dignitosa alla sua morte, al compianto di un figlio che la raggiunge  disperato  ai viaggi in treno o in autobus(altra costante degli scrittori succitati), all’attentato alla stazione di Bologna rievocato da un personaggio sortito dalla mente di un Davide sulla strada del ritorno. Ma è un ritorno circolare, come quello degli altri narratori postgenerazionali, che non giunge alla maturità, ma solo alla fine di un ciclo, disperante , ma a suo modo felice, quasi euforico, e irrelato nel tempo e nello spazio: chiuso nella dimensione di un io compresso, che grida il silenzio di un individualismo postmoderno, che si apre con la fine degli anni ’80 ad un altro mondo e generazione: a quella che è già il  del 2000.

Nicola Ciampitti

Enrico Palandri- Le vie del ritorno- Feltrinelli-euro 6,71