Geno Pampaloni Il Critico giornaliero- Scritti militanti di letteratura- Il testo che qui si propone è la raccolta delle migliori recensioni di Pampaloni, di cui egli ha autorizzato per la prima volta poco prima di morire la stampa al curatore Giuseppe Leonelli. Nato nel ‘18 a Roma da famiglia toscana si laurea alla Normale di Pisa con Luigi Russo con tesi su D’Annunzio, ma ben presto anche se con alterne vicende ed esperienze diviene critico soprattutto di quotidiani. La sua critica si rifà a Pancrazi e Croce , ma più al primo poiché il giudizio di valore che viene espresso come prima istanza dell’articolo non ha niente di apodittico o filosofico, è bensì ricerca di una verità. Spesso i suoi articoli nascono nell’accesa polemica di un periodo, come quando fu pubblicato Metello, che a lui sembrò interessante, ma non del valore artistico che gli attribuiva Salinari. Cosi per Tommasi da Lapedusa egli utilizza l’ analisi del testo e può dire che il “personaggio crea … una sua durata di memoria, perde …le sue caratteristiche di personaggio storico, per acquistare il rilievo .. di uomo travolto dal tempo,.. solo di fronte al destino.”Questa raccolta contiene circa 110 recensioni eccezionali della storia letteraria degli ultimi cinquant’anni:Moravia, Fortini, Fenoglio, Gadda e Ancora Gadda, Montale fuori di casa, Soldati, Sereni ecc. Spesso gli articoli si sviluppano attraverso un’accensione di toni che coinvolgono il lettore.In questo modo tali critiche diventano quelle ch’egli considerava: delle narrazioni. Così nel saggio “Franco Fortini a metà della strada”, Pampaloni sa cogliere che egli “qui teorizza le sue difficoltà..non le sue ragioni”; la sua poesia è di“arti poetiche” “che sottintendono sempre l’enunciazione di principi”, trasferendo il lato epico-elegiaco nel mondo della storia. Basti per tutti un articolo sul Memoriale di Volponi: P. individua subito diversamente da Pasolini e da Moravia(pur acutissimi) l’ambiguità del testo: Saluggia, l’operaio malato, è personaggio naturalistico ma molto debolmente; è personaggio critico ma autobiografico(intellettuale seppure modesto operaio); la fabbrica così è il mondo dell’alienazione sì ma anche di sublimazione dell’io; essa non è ridotta solo a natura, ma ha in sé comunque degli uomini con la loro vecchia natura Insomma Volponi – per il Nostro- qui non fa il solito romanzo- saggio sulla fabbrica(allora di moda), ma un vero lavoro d’arte proprio per questa duplicità. Questo libro insomma(si vedano anche le acute analisi d su Gadda o altro) non può mancare nella biblioteca di chi si occupa di narrativa contemporanea, italiana e non, tanti essendo anche i richiami alle letterature straniere (ad es. Kerouac o altri). Nicola Ciampitti Geno Pampaloni—Il Critico giornaliero- Scritti militanti di letteratura-1948-1993.Bollati Boringhieri.pagg.500L- L.45.00 |