Walter Pedullà
- Le armi del comico- Narratori italiani del Novecento-

I saggi raccolti in questo volume da Pedullà sono stati scritti negli ultimi 5 anni. La tesi di fondo del  libro sembra essere questa: dal riso si giunge alla tragedia, e senza di esso non si giunge a nulla, almeno nel Novecento .L’autore della Coscienza di Zeno, con cui si apre questo libro inizia con la tragedia per andare irresistibilmente verso la commedia. Il solo romanzo di Svevo va da un primo personaggio che  si ammazza all’ultimo che si rassegna a vivere usando come arma l’ironia e il riso.Il testo di Pedullà è insomma una analisi a  ritroso sul Novecento, con folgoranti affondi pieni di spunti e risposte significative su tanti narratori del  secolo appena trascorso.

Così l’avanguardia e il comico vengono visti come la coppia più feconda del Novecento: avendo generato i suoi figli maggiori: Pirandello, Svevo, Panzini, Bontempelli , Malerba, Savinio ecc.Questi autori “comici” non fanno che confermare le affermazioni  ottocentesche di Baudelaire Sull’essenza del riso; di Freud su Il motto di spirito; di Bergson su  Il riso.Saggio sul significato di comico. Ad ogni modo le direttrici fondamentali del riso del Novecento sono due: Pirandello per l’umorismo, Palazzeschi per il comico; a cui vanno aggiunti Zavattini e Campanile. Di Savinio Pedullà analizza tutte le opere spesso pubblicate postume con titoli dati dagli editori. Gadda è invece l’autore della deformazione integrativa: duole tutto e soprattutto l’anima ne La Cognizione del dolore, ma c’è anche la caricatura, il riso, il viaggio all’inferno dove neppure si riesce a conoscere la verità. Un ampio capitolo è poi dedicato al critico Giacomo Debenedetti, al suo primo innamoramento per Tozzi e alla sua costante incomprensione per Svevo. Il saggio si chiude con un confronto-scontro tra T. di Lampedusa e D’Arrigo. Il realismo di entrambi attraversa il simbolismo, ma Lampedusa ha la saggezza contadina, D’Arrigo la sapienza degli uomini del mare, Lampedusa può essere seguace di Flaubert, D’Arrigo non vuole trovare nessuno sul proprio cammino. Eppure il vero romanzo mortuario non è quello di D’Arrigo ma quello di Lampedusa.                                                                                           Dopo il Gattopardo non c’è più nulla, dopo il romanzo di D’Arrigo Orcyncus Orca c’è un mondo nuovo. Nell’uno v’è il sermo humilis, il comico, in D’arrigo il molteplice.In conclusione il testo si offre ai lettori anche futuri del Novecento come una vivace e intelligente guida alla prima parte dell’ultimo secolo.                                            

                 

 

Walter Pedullà- Le armi del comico- Narratori italiani del Novecento- Mondadori- pagg.314 L.39.000