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Fabrizia Ramondino
L’isola riflessa

E’da poco in libreria l’ultimo romanzo del miglior scrittore, ovvero scrittrice napoletana, Fabrizia Ramondino, che già ha donato al pubblico italiano un piccolo capolavaro con Un giorno e mezzo. Come quello il libro di oggi si conforta della memoria,della rievocazione numinosa e fascinosa, che solo la Ramondino in Italia sa dare. L’isola riflessa ha in più qualcosa di eccezionale dal punto di vista dell’interpretazione storiografica del testo, come qui di seguito spiegheremo. L’isola è quella di Ventotene , che riflette e restituisce all’autrice la sua storia, e i ricordi della stessa Ramondino. E’ quindi un metaromanzo autodiegetico, ma la storia della scrittrice è soprattutto quella del moderno e dei suoi fasti , delle sue letture, della sua tradizione culturale, ideologica, femmisnista, e politica. Che sia questa l’interpretazione esatta ce lo indica il libro in questo dialogo tra l’isola e l’autrice: "Ora è l’isola che mi parla, non più Anna: ‘Se non fossi quest’isola, cosa sarei?’ Devo rispondere, mi dico, seguendo l’ordine degli alberi. Per una logica misteriosa e gratuita che mi sembra inderogabile. Ma prima ho detto all’isola: ‘Se intendi quella estiva, basta accendere la Tv, un assemblaggio di immagini tipo Blob.’ ‘No, ha replicato l’isola.-Come sono ora.’ E allora le immagini si sono fatte avanti, ciascuna guidata, quasi da un cicerone in un museo, dal suo albero." V’è quindi l’evidente affermazione del rifiuto di un elemento tipico del paesaggio postmoderno dell’Italia di oggi: Blob, che ne rappresenta l’elemento più commerciale e - per l’autrice, credo- più degradato-: la cultura della sinistra ridotta a satira con i Benni, Blob, Pippo kennedy show, Serra e tanti altri che bene o male sfruttano questo filone, quasi ammicando al lettore o spettatore che questa sia l’unica vera cultura(postmoderna e non) di oggi. Lo stesso titolo tradisce felicemente il significato più profondo del libro sin da quel "riflessa", che esprime un momento di profondità, di attenzione, ricerca, studio, memoria, storia, di contro all’aggettivo - credo più usato in assoluto-. dall’autore generazionale Andrea De Carlo, appunto :"irriflesso", che evidenzia il senso di superficialità del postmoderno.
Accanto alla "lettura del passato", e alla storia di Ventotene nel ‘700, con gli esperimenti di Rousseau, i suoi confinati eccellenti del fascismo e non, Pertini ecc., o Carlo Pisacane,un "nobile idealista",la pescheria romana, e infine il carcere costruito con la città e le sue piazze dagli ergastolani nel 1795, i ricordi improvvisi:Alexander Langer, le letture:Bloch, Aricipelago Gulag ecc,-dicevamo- accanto a questa rievocazione costante si affiancano dialoghi contemporanei con persone incontrate per caso, vere o immaginarie, fantasmi dell’anima o del reale, ma pur sempre di oggi, con riflessioni politiche e morali costanti che non lasciano sopito lo spirito del lettore se non nello sfogo dell’autrice. Ed è questo il miglior lascito che poteva farci la Ramondino.

nicola ciampitti

Fabrizia Ramondino - L’isola riflessa  -  Einaudi lire 24.000