Aldo Rosselli
"Prove tecniche di follia" 

Gli inizi del Novecento sono segnati dall’isteria e dalla nevrastenia come diceva allora Jaspers in  Psicopatologia generale, i primi anni del secondo postguerra sono attraversati dalla nevrosi, mentre la fine del XX secolo e l’inizio del terzo millennio sembrano percorsi dalla fine dell’unità dell’io ovvero dalla schizofrenia. L’ultimo romanzo, sincronico e presenziale,  di Aldo Rosselli non allude a tale psicosi, bensì la descrive  nel suo sviluppo e nella sua sintomatologia. Così introdotto il libro può sembrare semplice e noioso documento naturalista, mentre è storia e intrecci, vissuto e descrizione di ambienti, città, ceti sociali. E’ insomma lo spaccato di una borghesia colta e internazionale, che cerca le radici della soggettività attraverso la scrittura  e l’erotismo, fino all’estremo della proiezione schizofrenica dell’io nell’oggettivo “egli”, che di tanto in tanto forza la verità della pagina. Il romanzo-testimonianza(il personaggio si chiama appunto ed è lo stesso Rosselli) inizia non dal principio poiché “naturalmente  non si incominciano mai le cose dal principio”, d’altronde la storia ch’egli racconta è quella della Malattia Mentale di chiunque, universale insomma come lo induce a credere la lettura troppo precoce di Psicopatia sexualis  di Kaaft Ebing. Il primo incontro con la cura è il prof. Silvano Artieri , che in principio di terapia gli diagnostica una psicosi maniaco-depressiva. Una volta partito  un attacco era impossibile frenarlo, e panico e nausea divenivano padroni delle sue cellule nervose. Costanza, una delle prime donne che ci viene presentata, in queste situazioni newyorkesi  era in grado di riportarlo in una intermittenza di normalità. Un suo primo periodo in clinica viene trascorso nella Gracie Square Hospital pagata da un amico miliardario.  La scena si sposta dallo psichiatra Beernhardt Alla fidanzata di Parigi e di nuovo ad Arieti che nel fatidico ’68 gli dichiara il fallimento della sua cura , e una nuova diagnosi:  di schizofrenia, appunto. Ma l’amour-passion, rischio da trapezista che insinua  anche nel suo secondo matrimonio attraverso una certa Lisa gli dà la spinta di vivere. Col tempo poi  si sente sempre più protetto dal litio, che sembra aiutarlo dalla malattia, ma spesso anche dalla passione con qualche altra donna come Bruna. Il tempo nel romanzo trascorre ora in avanti ora nel passato, nella fluidità di un coscienza che trova appagamento non nel ricordo, ma nell’accavallarsi dei fatti, che hanno un unico centro motore. In questi elementi si innesta il ricordo di Amelia Rosselli, la cugina, di cui come tanti altri che l’hanno conosciuta, parla con tono entusiasta  e  stupito di tanta fortuna d’averla frequentata. Così da via del Corallo a Roma, dove la Amelia Rosselli abitava, si sente ricacciato indietro nel ricordo del 1948 a Firenze, dove vistano gli Uffizi. E l’autore-narratore racconta “L’amavo, l’ammiravo, dietro la sua figura snella..”Così racconta la sua vita attraversata dalle lingue, dall’assasinio del padre, dagli studi di  musica, dall’italiano frastagliato di lapsus come aveva scoperto Pasolini per primo. Il suicidio, com’è noto, chiude tragicamente la vita  e la schizofrenia di Amelia Rosselli che spesso proiettava fuori di sé le sue idee deliranti. Con maggior serenità racconta invece di un suo tentato suicidio finito bene per l’intervento, la premonizione di due sue amiche. E il superamento di questo altro stadio del  male non può che provocarli una nuova vita, resurrezione. La sua vita trascorre sospesa dopo una borsa di studio in America, e una vita a Roma tra intermittenze del male, bastian contrario e  gioia sfrenata, tra stato catatonico ed euforia.

La psicosi insomma ha così determinato una storia senza storia, un Fato di chimica e di farmaci in “un iter post-moderno ormai seriale che forse avrebbe voluto cicatrizzare la Ferita Primaria”.Questo libro insomma racconta, seppur nelle sue punte estreme, più che la storia di una generazione, quella di un periodo storico visto nella sua situazione psicologica.

                                                                          Nicola Ciampitti

Aldo Rosselli- Prove tecniche di follia- Empirìa pagg.162 L.24.000