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Riprogettiamo
il mondo Il
Giardino Palizzi non come somma di emozioni e sensazioni, nè come
compiacimento di forme, colori, odori, umori, nè come insieme di suoni
restituiti dal fruscio delle foglie che si lasciano carezzare da un
vento impertinente, nè come ombre che sembrano conservare i fantasmi di
un passato di un prestigio dimenticato. Un
giardino fatto di silenzi, di analisi rispettose delle forme per rubare
i segni intriganti, che una natura dimenticata dai più, ci riserva e
conserva. L’obiettivo
di una digitale invadente si insinua in uno spazio disordinato come uno
strano bisticcio di foglie dalle geometrie colte di una natura ordinata
e pensata e le fronde capricciose di un arbusto irrequieto. Dobbiamo
fermare il tempo: immagini che ci raccontano la trama rubata a fatica da
una foglia che conserva l’ultima pioggia di un inverno passato e si
illumina ai primi raggi di un sole malato; segni di un intreccio di rami
inquieti che si accompagnano in un cielo di un azzurro incerto; un
tronco che un taglio di lontana memoria, riserva una trama che ricorda
una tela tessita dalla pazienza di un ragno; la struttura sinuosa di una
rosa che si propone con l’orgoglio di una segnica dalla modulazione
elegante e serrata. Definiranno
metodiche e logiche che ci appartengono, dinamiche e colori proprie di
un nostro linguaggio, trasparenze, nuove sintonie, nuovi messaggi. E’
un modo nuovo di vivere la natura, un modo nuovo di leggerla, di
conservarla, di decodificarla, di usarla; forse il bisogno di
rispettarla. Istituto
d’Arte Filippo Palizzi, Napoli, Italia, una mattina qualunque, ore
nove. Su
mio cortese invito, con l’obbligo di esserci, Piergiacomo Rameri,
allievo del corso di Laurea in Scienze della Natura, insieme agli
allievi della sezione Arte della Stampa, nel Giardino Palizzi. Foto
d’insieme, particolari in funzione macro. La
coscienza del tutto, la selezione del minimo, dell’essenziale, del
proprio. Il
laboratorio multimediale, Photoshop, e via lo sfondo; Freehand,
configurazione e evoluzione della specie: un basic design fatto di segni
e colori, ingrandimenti, ribaltamenti, rotazioni, strecciature,
riflessioni; e poi Photoshop per trasparenze, sfumature, solarizzazioni,
tridimensionalità. Texture
in sequenze mutevoli per dinamiche e identità'88. Un
catalogo di possibilità, di logiche , di contenuti, un codice tutto
nostro per un percorso intelligente a trecentosessanta gradi, dalla
progettazione grafica all’industrial design, fatta di segni e disegni,
che la natura riserva a un
uomo forse un pò distratto. Ma
c’è un modo diverso di vivere la natura; lo conoscono bene gli
allievi dell’Università Federico II di Napoli, Corso di Laurea in
Scienze della Natura, dove fotografia e computergrafica si incontrano in
un disegno naturalistico con il rigore del passato e le dinamiche del
presente. Ieri
la camera chiara, oggi le logiche multimediali. E
si può ricominciare anche dal disegno dal vero… Franco Rotella
Gli autori:
L'edizione è a cura
della Regione Campania nell'ambito del progetto |