sabatini.jpg (7193 byte) Lamberto Sabatini
LA PAROLA COME ROTTAME

Via ruggine della lampadina è il libro d’esordio di Lamberto Sabatini, poeta che nasce maturo, dopo un lungo percorso interno e di scavo linguistico e - diciamo - dell’immagine da rappresentare. Ritorna in esso l’Abruzzo, con la sua natura marsicana, che proprio per le sue origini sociali popolari, il poeta riesce a descrivere con immediatezza inconsueta. Non a torto Giorgio Manacorda nel suo Annuario di poesia, ormai divenuto un classico e un punto di riferimento per tutti in Italia, lo pone al quinto posto tra i poeti del ‘97.

Il libro è diviso in cinque parti: "La bella addormentata" "Periferie", "Rottami", "Il Quaderno dei semi", "Parole d’acqua bullicante". L’autore parte dal mondo della marsica ne "La bella addormentata", per descrivere poi il mondo delle periferie romane; si svolge dunque secondo la sequenza cronologica della sua vita dal luogo di nascita alla vita romana. Colpisce molto in questi versi il sovrapporsi di termini aulici, o infrequenti e quelli della reltà cosale del mondo di oggi. Per Sabatini, difatti, la parola poetica è come un rottame da recuperare: o di un mercedes nuovo o di una vecchia utitlitaria fracassata; entrambi sono "quel mondo salvato dai rottami", o dai mestieri più vari, e spesso ingiustamente ignoti alla letteratura, ma non certo alla vera poesia come i fonditori, gli autisti ecc...

Il poeta perciò può giustamente sentire "L’odore del ferro" in cui descrive "I binari a cuori di scambio/ sul vecchio ingresso chiuso di Viale Brin, /non sanno più niente di quello che capita/ oltre il passaggio a livello/ agli occhi spenti/ del semaforo in disuso."

 (Via ruggine della lampadina di Lamberto Sabatini, edito da P. Manni L. 25.000, è stato presentato il 19 marzo ‘98 presso la libreria Empiria di Roma da Giorgio Manacorda)