|
Marcolino
Gandini
Realtà
pittorica e particolari nella malinconia
9 aprile - 14 maggio 2011
Inaugurazione sabato 9
aprile ore 19,00

Marcolino
Gandini espone, per la prima volta, nella galleria napoletana,
una serie di opere selezionate che rappresentano il suo lungo ed
affascinante percorso artistico. Vanta una intensa attività
espositiva e molti critici si sono interessati alla sua ricerca
artistica. Tra essi ricordiamo:
Filiberto
Menna, giugno 1965: “ La pittura di Gandini è un raccontare
di sè (…) ma è anche una testimonianza sulla realtà
oggettiva che ci circonda. Un quadro di Gandini, con la
superficie coperta di forme che si incrociano e si scontrano
drammaticamente sbarrando la via la via allo spettatore verso
ogni altra ulteriorità che non sia la pura interiorità
dell’artista, è anche uno sguardo e un giudizio sul reale.”
Enrico
Crispolti, Marzo 1963: “ (…) se l’impostazione del dipinto
rimane la medesima, salvo una chiarezza maggiore
d’impaginazione, ed una volontà di ricorrenza deliberatamente
ostinata, poi la stesura è più sommata, più virgolata e
rapida (…) con un certo effetto quasi di agitazione che si
risolve anche in una accessione cromatica notevole, pur entro
una gamma altrettanto deliberatamente ridotta, di
azzurro-celesti e bianchi (..) visionario dunque, infine?
L’ipotesi è accettabile (…) una sorta di visionarismo
d’essenzialità (…) perché Gandini ha un proprio repertorio
di visioni strumentato nell’apparizione di grandi tondi, come
soli sfocati (…) annegati quasi in un limbo di azzurro-celeste
o bianco.
Giulio
Carlo Argan, Aprile 1966: Gandini fa un gioco duro, a carte scoperte. Inserisce ipotesi prospettiche
in spazi curvi, in orizzonti reali. La linea diventa margine
(l'Alberti diceva orlo), solco o fessura o, inversamente,
cordolo; il piano diventa superficie e perfino volume; il colore
diventa colmata di calcestruzzo. [...] La geometria, ipotesi
spaziale, diventa spazio reale, costruito con travi di colore
come fossero strutture di cemento. Il pittore fa forme come lo
scultore; il pittore e lo scultore fanno spazi come
l'architetto: come l'architetto si fanno perché ci si viva
dentro, e senza la mediazione dell'illusione prospettica o
psicologica"
Note biografiche
Marcolino Gandini è nato a Torino il 6 marzo 1937. Ha iniziato il suo
rapporto con la pittura molto presto, frequentando a Torino lo
studio di Felice Casorati. Sul finire degli anni cinquanta
frequenta l’ambiente torinese, partecipando alle mostre
giovanili in compagnia di Ruggeri, Soffiantino, Carena, Mondino,
Aimone, Francesco Casorati, Tabusso.
Nel 1963 da Torino si sposta a Roma, dove ancora abita e
lavora. Nel
1965 partecipa alla IX quadriennale di Roma. Nel 1068
inizia un’assidua frequentazione di Venezia avendo rapporti
profiqui con Marchiori Toniato, De Martino, Busseto e Cacciari.
Stabilisce così una triangolazione tra Torino, Roma e Venezia,
delimitando un’area significativa per i suoi rapporti di
lavoro e di ricerca. Nel 1962 a Roma aveva nel frattempo
iniziato a partecipare a mostre con la situazione emergente
locale. Partecipa a rassegne nelle quali figurano Pascali,
Ceroli, Kounellis, Schifano, Patella, Tacchi, Uncini, Carrino.
Nel 1965 gli viene assegnato il premio Michetti di Francavilla
al Mare.
Segue un’intensa attività che lo trova presente in rassegne nazionali di
ampio respiro: partecipa alla mostra Arte in Italia 1960-1977
alla Galleria Civica di Arte Moderna a Torino, nella sezione
curata da Filiberto Menna (1977); a Esprit de Geometrie a
Foggia. Ponente, Menna e Calvesi lo inseriscono nella mostra
Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980 realizzata al
palazzo delle esposizioni a Roma (1986). Gandini è presente
nella collezione del Museo Sperimentale di Arte Contemporanea
della Galleria Civica di Torino (esposta al Castello di
Rivoli nel 1986). Nel 1991 si ricorda l’esaustiva antologica
con testi di Argan, Ferri e Mascelloni tenutasi nel complesso
monumentale di San Michele a Ripa di Roma. Nel 1993 la personale
Interkolumnie presso il Museion di Bolzano che verrà portata
alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino da
Marco Rosci.
Partecipa nel 1994 alla rassegna “Lavori in corso”
presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna ex Birra Peroni a
Roma. Nel 1996 a cura di Enrico Crispolti viene ordinata la
mostra personale a Palazzo Lomellini di Carmagnola.
Come detto nel 1965, ma anche nel 1973 e nel 1986 partecipa alla
Quadriennale di Roma. Il rapporto con la Biennale di Venezia si
è concretizzato a distanza, per così dire, invito alla mostra
di Arte Italiana in Spagna nel 1963 a cura della Biennale,
partecipando a quello che è stato in assoluto, la prima
edizione di Aperto 1966 parallelamente alla Biennale di allora.
Giorgio di Genova lo coinvolge nel museo Bargellini di Cento e
nella relativa mostra “Generazione degli artisti degli anni
’30”.
Nel 2003 riceve il primo Primo Premio Sulmona, che gli dedica una personale
ed è dello stesso anno a cura di Marco Rosci
l’antologica presso la Sala Bolaffi di Torino. Nel 2004 si
inaugura a Castiglione Olona il Museo di Arte Plastica, nella
cui collezione sono presenti diverse opere e che gli dedicherà
nel 2007 nel Castello di Monteruzzo un’antologica. Nel 2007 si
apre a Torino, a cura di Gianni Contessi, presso la Galleria
Narciso una personale con gli ultimi lavori su tela. Nel gennaio
2009 si inaugura presso la Neue Galerie di Graz la collettiva
“Viaggio in Italia” dove è presente assieme a Dorazio,
Fontana, Morandini, Pistoletto,
Gastone Novelli, Mario Ceroli.
Mentre è del settembre dello stesso anno la collettiva a
Verbania “le edizioni di Arte Struktura” a cura di Fabrizio
Parachini. Nel marzo 2010 la Galleria Nazionale di Arte Moderna
e MAXXI inaugurano la mostra Attraverso le collezioni II,
“quadro scultura – scultura quadro” dove è presente
insieme a Franco Cannilla, Agostino Bonalumi, Alberto Burri,
Achille Perilli. Mentre è dello stesso mese la sua presenza a
Venezia, Ca’ Pesaro, “Le forme del Moderno” da Medardo
Rosso a Viani, da Rodin ad Arturo Martini.
|