Museo Allotropya

simbolo del museo allotropiaMuseo Allotropya
Antikyra  (Grecia)
DRINK HELLEBORUS

Inaugurazione  11 settembre 2014

“L’impossibile Spazio dei Riflessi”, 2011

“L’impossibile Spazio dei Riflessi”, 2011

DRINK HELLEBORUS è il titolo del progetto che vede protagonista la Grecia e l’Italia in un dialogo interdisciplinare nel campo della cultura e delle arti visive contemporanee. ll progetto parte il 5 settembre 2014 ad Antikyra in Grecia e termina nel 2015 a Lecce, Italia. La manifestazione è sotto il Patrocinio del Ministero della Cultura della Grecia, l’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, l’Assessorato alla Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Lecce, Lecce 2019, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trepuzzi (Le), l’Assessorato alla Cultura di Antikyra e dei Municipi di Distomo e Arachova in Beotia.

Nel mese di Settembre 2014, dal 5 all’11 settembre, performances e mostra di arti visive, coordinate da Demetra PARASHARAKI del Museo «Allotropia», People’s Academy of Preservation of Cultural Heritage and Contemporary Art, ad Antikyra, in Grecia, luogo della collezione permanente delle opere degli artisti italiani.

Si conclude l’evento Sabato 11 Settembre alle 19,00 con l’inaugurazione della mostra e della collezione permanente di ARTISTI Italiani, tra i quali: Pina DELLA ROSSA, Margherita LEVO ROSENBERG, Andrea MATTIELLO, Antonio BARBAGALLO/ Napoli, Maria Luisa IMPERIALI, CHEKO’S ART, Giovanni LAMORGESE, Alessandro PASSARO, Dores SACQUEGNA. STREET ART SOUTH ITALY. Negli spazi urbani della città e nella natura, saranno presenti le installazioni e le performance degli artisti in residenza: Silvia Maria GUARNIERI; Oronzo DE STRADIS; Maria Rosaria SACQUEGNA; Francesco PERRONE; Andrea BUTTAZZO; Massimiliano MANIERI & Simona SCHIRINZI. In calendario anche le “Open House” dei colleghi GRECI : ANGELOU KONSTANTINOS/THIVA, VGONTZAS TAKIS/ANTIKYRA, GOURIOTIS SPIROS/LEVADIA, THEOCHARI MONIKA/ANTIKYRA, SKANTZIS KONSTANTIS/DESFINA, STAMOS GEORGE/LEVADIA, BALAKAS APOSTOLOS/ANTIKYRA.

Pina Della Rossa con il Ministro della Cultura Greca Andreou John e la curatrice Dores Sacquegna

Pina Della Rossa con il Ministro della Cultura Greca Andreou John e la curatrice Dores Sacquegna

Testo di Assunta Pagliuca
La Follia nella ricerca dell’autentico vultus 
L’opera, “L’impossibile spazio dei riflessi”, tratta da un modulo di quattro elementi, si colloca all’interno di un percorso di riflessione e di analisi. La fotografia con linguaggio polimorfo crea un abile gioco prospettico in un contrasto di colore che evoca i luoghi di una mente che interrompe la prevedibile logica della contingenza. Il richiamo alla follia si manifesta come luogo di penetrazione e di approdo al metafisico. La dimensione metatemporale genera uno spazio in cui si deformano i confini dell’esistenza. Cio’ che siamo, spesso, sparisce sotto il peso di vincoli e di convenzioni sociali. L’essere e’ stretto in un sistema di apparenze che riflettono immagini e percezioni distorte. Come in uno specchio, per opera di un effetto straniante, si deforma la nostra essenza che ci viene restituita diversamente dal nostro se’. La cornice vuota non lascia riflettere l’immagine che, di spalle, manifesta la necessita’ di vedere cio’ che non e’ raffigurato, l’invisibile. Un animo mutevole e multiforme s’impatta col muro. Sfilano i pensieri, con irruenza emotiva ed asistematica, all’interno di un combinato di luci ed ombre. Privati della loro reale dimensione, gli spazi mentali si dilatano e si smaterializzano. L’artista Pina Della Rossa percorre con abilita’ tecnica la fatica di un viaggio intrapsichico. Con lo scatto fotografico non intende fissare l’istante ma catturare un dinamismo instabile che, fluido, si insinua tortuoso creando una cavita’ buia e profonda nella testa. Una visione prospettica, bilaterale, una proiezione bifronte del capo, ne’ di faccia ne’ di spalla. La donna perde la propria fisicita’, sembra depotenziarsi in quel buio che l’attraversa. Ombre e luci si sovrappongono creando rappresentazioni spettrali. Cio’ che resta di quell’umana figura, attratta da un vorticoso delirio, e’ una sovrapposizione di piani tra il foras e l’intus. In preda ad una nuova spinta energetica, l’oltre la aliena da ogni vissuto precostituito e la sottrae ad ogni approdo fenomenico. Ha inizio lo sradicamento. Si lacera ogni confluenza. Tratti e contenuti si fanno instabili, brevi ed autentici. Lo spirito si allunga tra immagini e simboli che creano il contatto con lo spettro dei sentimenti e delle sensazioni e con il dionisiaco delle passioni. L’animo si scompone in tante sezioni frattali, alogiche, ove l’essere e’ sospeso. Stordito, ma frenetico, naufraga negli infiniti luoghi della coscienza. E’ la follia dei nuovi significati, il delirio che libera dagli affanni, la condizione che rende l’essere umano cio’ che veramente e’, che gli strappa dal volto il peso della maschera. Ed e’ la stessa Follia che conduce lo spirito tra le umane cose alla ricerca dell’autentico vultus.. Come nei Sileni di Alcibiade, ora,  al di la’ del muro ed oltre gli oppostri dell’esistenza, dietro le immagini deformate si aprira’ il vero significato della vita, il daimonas, δαίμονας, che e’ in ogni autentica essenza. Nuovi occhi custodiranno la verita’, quella che sa come spesso, guardando fuori, si trova la morte e, scrutando dentro, si scorge la vita.

Al museo Allotropia

Al museo Allotropia

 (VERSIONE in INGLESE  di Caterina Lerro)
Text of  Assunta Pagliuca
Madness in the research for the real ‘ vultus’
The work, “The impossible space of reflections”,  is one of a four-part work. It is another step of the artist in her artistic development made up on analysis and observation. The work is an example of how  photography used with a polymorphic language may create an evocative contrast between the  prospective and the colour, contrast that breaks the predictable logic of the now and here. The artist evoking the idea of madness makes evident the place of fusion and the achievement of the metaphysical level. The metatemporal dimension takes us in places where life as we know it exists no more. Our inner and truer self too often is annulled by the social conventions and obligations and it is oppressed by altered pictures  and perceptions. And the image we project around us is similar to the one we can see in a deforming mirror.  The work shows us a blank frame  so that the human figure in front of it cannot reflect its image in it , this symbolizes the human need to see the invisible in contrast with a reality where a changeable and variegated soul collide with the wall. Inside a skilled game of lights and shadows, a flow of thoughts  runs in an emotional and confused way. The final effect is the expansion and disembodiment  od the mental space.
With an adept skill, the artist Pina Della Rossa express the effort of a journey in the soul. Her shot does not fix a moment but communicates the dynamism and the instability and so doing she gives form to the darkness  and depth existing in the mind.  The work shows us a prospective and bilateral  vision of a body seen  neither in front nor from behind. The woman in the picture has lost her physicalness, losing her power in the surrounding darkness. A hunted world is created by the contrast between lights and shadows. What is left of the human figure is just the  superimposing of the two levels of foras and intus. The woman goes beyond and pre-determined life and takes her beyond the phenomenon reality. This is the beginning of the eradication and the form and the meaning lose their stability, they become short and authentic. The spirit travels through images and symbols thanks to which it is possible to get in touch with feelings and sensations, in a word with the dionysiac passions. The soul is divided into small units without any logic and gets lost in the boundless world of the conscience. It represents the madness of the new meanings, the mad liberations from any trouble. The human being is at last himself, fred by any masks. It is Madness itself that  allows the soul to search its real vultus. Now it will be possible to go beyond the wall, beyond the contradictions of life, reaching its  real meaning, that daimonas, δαίμονας che is inside any human beings. Truth will be watched over by new eyes that have leant that often only scrutinizing inside we can have a glimpse of  life.

NFO:

Museo  «ALLOTROPYA»
People’s Academy of Preservation of Cultural Heritage and Contemporary Art
Address: Gymnasium of  Antikyra in Beotia
Post code: 32012
Telephones: 22670- 42698,  6977.261.015(mobile)  and 6936.053.484 (mobile)
E-mail: allotropia@yahoo.gr
Web-sit: www.allotropia.gr (under construction)

PRIMO PIANO LIVINGALLERY – Progetti & Servizi Interdisciplinari per la Cultura e l’Arte Contemporanea. E-mail: pplgculturalassociation@gmail.com Website: www.primopianoatelier.com
PINA DELLA ROSSA
E-mail:   pinadellarossa@adrart.it

http://www.adrart.it/pinadellarossa