Complicità&Conflitti

Uffici Private Banker Fideuram
Piazza dei Martiri
Napoli

Complicità&Conflitti
Nature
Pina Della Rossa | Vincenzo Aulitto

 5 Ottobre 2017 – 10 Gennaio 2018

pina portaaulitto
Giovedì 5 Ottobre alle ore 18.00 gli Uffici Private Banker Fideuram in Piazza dei Martiri
ospiteranno l’opening della mostra Nature, a cura di Franco Riccardo.
Ultimo progetto espositivo del programma Complicità & Conflitti. Arte a confronto, visitabile
fino al 10 Gennaio 2018, Nature presenta i lavori degli artisti Pina Della Rossa e Vincenzo Aulitto.
In scena a Palazzo Partanna lo spettacolo della natura e il dualismo tra mondo artificiale e
ambientale, presentati attraverso un racconto per immagini che indaga l’universo sensibile
e la sua relazione con l’essere umano.
Scrive Simona Zamparelli nel suo testo critico:
[…] Natura naturata, necessaria ad essere concepita, decifrata per essere condivisa in
ogni tempo, siamo gli uomini della ragione morenti di peccato perché ci ostiniamo a cristallizzare
l’essere dinamico di ciò che diviene liberamente e di ciò che è divenuto nella
libertà. […]
Il catalogo della mostra, pubblicato dalla EffeErre Edizioni, sarà disponibile a Dicembre 2017.

Nature
Natura naturata, necessaria ad essere concepita, decifrata per essere condivisa in ogni tempo,
siamo gli uomini della ragione morenti di peccato perché ci ostiniamo a cristallizzare l’essere
dinamico di ciò che diviene liberamente e di ciò che è divenuto nella libertà.
Gli studi e le ricerche dell’uomo al cospetto di un entità superiore, prima ritenuta Dio/Natura
poi scienza naturale, hanno dato la possibilità di avere un archivio di pensiero che oggi l’arte
può adoperare per un linguaggio estetico libero, non adeptico, coscienzioso dell’abbondanza in
campo creativo e attento alla bellezza artificiale di ciò che è e può divenire, d’altronde la Natura
non ha nessun segreto per un osservatore attento, e se l’arte è connessione al mondo sarà il più
grande apparato fisico possibile per decifrarlo. Da Bacone, Galileo e Cartesio che aprono le
porte alla modernità si da il via alla matematizzazione della realtà: La scienza ha lo scopo di
dominare lo spazio e il tempo.
Fin dall’ora, seppur i successi ottenuti in campo fenomenologico e trascendentale, gli effetti
subiti causati dalla sovranità scientifica hanno dato luogo alla più profonda crisi della scienza
stessa, tale da prendersi la responsabilità a restituire il senso della vita tesa ad essere razionale,
misurata nella sua esattezza ottenendo con tracotanza una geometria universale per l’uomo nel
mondo e per la Natura Naturata.
La tirannia della scienza e della cultura dei prodotti misurati dalla concettualizzazione
intellettuale dà spazio alle teorie estetiche. L’arte si incarica di essere metafora per la
comprensione della connessione che c’è tra materia, vita e coscienza e i linguaggi
contemporanei hanno il potenziale di essere mediazione tra io creatore e l’altro osservatore. In
un secolo ambiguo tra bisogni primordiali che finiscono ad essere secondari alla bellezza delle
cose consumate, in un tempo in cui la poesia annega nella marea di futilità di primo mercato,
dopo la messa in crisi del teatro perfetto della scienza, l’imperfezione primeggia per dare voce
alla solitudine dei valori semplici dell’essere Natura, e la bellezza entra in scena nella
verbalizzazione visiva, nella sintesi di valori soggettivi che si oggettivano con la storia
dell’estetica.
La comunicazione resta oggi l’unico mezzo per entrare in connessione tra la finzione e la realtà,
la storia delle arti lo insegna, dalla mimèsi alle nature morte per poi incombere nei disegni
progettuali analogici e sintetici per rispondere alle antiche interrogazioni: chi siamo? Cosa è? Da
dove veniamo? Contestualizzati nel contemporaneo. Se si vuole sopravvivere al crollo delle
idee, bisogna dotarsi di un nuovo spirito critico e a proposito dei linguaggi dell’arte Umberto Eco
scriveva:
“””Ci invitano a considerare le cose da un punto di vista inconsueto, all’urto con il concreto,
all’impatto di un individuale in cui si sfarina la fragile impalcatura dei nostri universali,
attraverso una continua reinvenzione del linguaggio”””
L’arte Contemporanea ha l’ingegno di restare nella concretezza del mondo ricreando una nuova
fenomenologia, quella estetica, riavviandoci alle interrogazioni esistenziali dell’individuo e della
sua appartenenza al Mondo. Si gioca con la terra fertile con le linee che tracciano un paesaggio,
l’artista cammina per la ricerca di un disegno provando a immaginarlo universale, così si cela
nella natura partoriente di nuove organicità o si nasconde per immortalare la possessività delle
sue radici(dell’artista e della Natura) mentre la caducità degli oggetti mancano di luce propria.
Da questo scenario artistico un occhio inconscio e una mano alchemica sono in dialogo visivo
per rendere omaggio alla molteplicità dell’essere Natura nella Natura. Vincenzo Aulitto e Pina
Della Rossa sono oggi l’esempio della relazione del binomio Arte-Natura nel contemporaneo
tempo di una società che necessita di vedere il primordiale, il sano e incontaminato luogo che
sia della Terra (Aulitto) o dell’Io ( Della Rossa).
Complice di mescolanza di mito e storia è l’area flegrea, la terra fertile la più amata culla per gli
dei e per i poeti, così è per Vincenzo Aulitto manipolatore di colore, costruttore di pale mistiche
che spuntano tra gli alberi per farsi contemplare. Aulitto è l’archeologo contemporaneo, artista
dell’alchimia incestuosa tra natura e idee umane cercando l’essere delle forme nella storia della
sua Terra.
Sembrerebbe muoversi su un principio arcaico per completare la ri-creazione della stessa natura
riportata in effetto dalla causa prima, da un’unica idea: l’identità Naturale dei figli di Dio, che sia
forza, che sia energia che sia Potenza in atto.
Legato alla sua flegrea origine si è sempre confrontato con la poesia rudimentale della pietra,
della sabbia, dello zolfo, dell’acqua. Come un pensatore greco che dialoga con i quattro
elementi naturali per ossequiare la verità superstite tra artificio e bio/natura. Non erano i Greci
che alla fine del VI secolo a. C. sbarcavano sull’arenaceo domizio per fondare Dikaiarchia “Il
Giusto Governo”?
Gli antenati sono la radice di queste forme contemporanee, sono Memnosine, la memoria che è
origine di ogni rituale, è un linguaggio che Aulitto trasmette attraverso la danza dei suoi gesti
pittorici per esprimere la volontà estetica dell’identità naturale dell’uomo: entra in contatto con
il Kosmos cogliendo l’ordine del passato.
Le forme delle opere di Aulitto sono identità riconosciute o in Natura o nell’estetica, in cui le
linee tracciano il confine tra arte-artificio; essere-forma. L’arte come creazione è e deve essere
la volontà di rappresentazione del mondo in ogni suo movimento spazio-temporale e l’opera
non è un giudizio limitato, ma un fenomeno linguistico in cui la logica della scienza abdica per la
natura pathos-logica del visibile.
Il disegno progettuale che Aulitto cerca nella terra stessa, Pina Della Rossa lo trova nel proprio
se e nell’istante in cui la Natura glie lo restituisce lo immortala in fotografia.
Se nel XXI secolo la scienza e le sue equazioni tremano dinnanzi all’uomo che si aggrappa alle
sue origini la terapia d’urto è il ritorno a se stessi, all’idea di coscienza come centro di tutte le
cose, neutra da pregiudizi, libera nella rappresentazione che è visibilità accolta dall’arte ogni
volta che l’uomo vuole esprimere la sua interezza. La Natura di Pina Della Rossa sembra essere
lo sviluppo linguistico delle interrogazioni poste dalla psicologia cognitiva sulla mente del
soggetto aperta ad aspetti ecologici, così l’artista usa il mezzo fotografico come apertura
dell’altro aspetto cognitivo che il post-funzionalismo approfondisce per contestualizzare ogni
volta la realtà rappresenta. Le immagini introspettive di Pina Della Rossa sono radiografie
dell’assenza organica, trapassando i linguaggi convenzionali di passato-presente-futuro.
il tempo è nella sua Natura e nel suo mezzo-macchina che guida il suo sguardo verso la
scomposizione dell’esistenza, la smaterializzazione della corporeità ridonata solo nell’opera
data, dunque nel prodotto finale.
Nella poetica dell’assenza l’artista sceglie la vita del colore, la luce che delinea la radice della
natura che approda sulle cose caduche, sulle lamiere di un’urbanizzazione evaporizzata per un
tempo finito.
Fra la Natura e l’Io c’è un conflitto perpetuo che la scienza e la psicologia nella metamorfosi
temporale si presta a risolvere con schemi e ricettari di addomesticamento, nella duplicità Io-
Natura si innesca un gioco linguistico che fa del binomio un’unica Opera che diviene linguaggio
stesso, teso a salvaguardare la libertà: la vita dell’uomo comincia quando egli si sveglia alla sua
libertà, ed in quel risveglio è consapevole del mistero sublime del suo essere natura. Questo
duplice rapporto è la storia delle forme simboliche, è l’analitica ancora contemporanea del
mondo e delle sue opere e l’arte visiva è la sintesi linguistica di chi vive nel tempo: il presente è
oggi con le poetiche di Aulitto e Della Rossa.
Simona Zamparelli
Info
Opening: 5 Ottobre 2017
Date: 6 Ottobre 2017 | 10 Gennaio 2018
Artista: Pina Della Rossa | Vincenzo Aulitto
Titolo: Nature
Curatore: Franco Riccardo
Sede: Uffici Private Banker Fideuram | Palazzo Partanna | Piazza dei Martiri, 58 Napoli
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00
Info: +39 3496137937 | pressfrancoriccardoartivisive@gmail.com