L’antica Chiesa della Maddalena

L’antica Chiesa della Maddalena

Dopo l’assimilazione delle due Case nel 1343, alcune ospiti della Maddalena sinceramente ravvedute, presero i voti e la Casa divenne Monastero, affidato dal 1341 ai Francescani Minori dall’arcivescovo Giovanni Orsini. Nel 1489 il re Alfonso II d’Aragona, col consenso del Papa, ottenne il Monastero per trasferirvi i corpi di 240 Beati Martiri d’Otranto (in soccorso dei quali lo stesso re aveva combattuto) e per abitarvi con il suo seguito; ciò quando nell’orto adiacente costruì la Villa della Duchesca in omaggio alla moglie Ippolita Sforza. Costrinse, quindi, le suore della Maddalena a trasferirsi nel vicino Monastero di S. Caterina a Formiello. La chiesa della Maddalena dal re fu chiamata S. Maria dei Martiri.

A questo punto si narra che fra cortigiani e soldati molti si ammalarono e tanti addirittura morirono, così che si cominciò a credere che quel luogo santo rivolesse le suorine della Maddalena. . Vi credette, forse, anche il re Federico d’Aragona che decise di lasciarlo facendovi ritornare le suore e trasferendo i corpi dei Martiri nella Chiesa di S. Caterina.

Il Monastero della Maddalena accolse fra le sue sicure pareti sempre più giovani donne, anche di nobili famiglie e per motivi diversi, tanto da diventare uno dei più importanti in città. Le “Maddalenine” indossavano l’abito domenicano con il cordiglio francescano; dal 1568 furono affidate ai Padri Riformati. Nel ‘700 furono curate dal medico Domenico Cirillo. Dalle suore del Real Convento della Maddalena abbiamo ricevuto in eredità i dolcetti multicolori divenuti una caratteristica napoletana per allietare i pranzi natalizi: le “paste reali”. (n. 10)

Nel 1721 la chiesa fu restaurata da Nicola Falcone. Nel 1756 fu ingrandito il Monastero da Mario Gioffredi che aprì il maestoso ingresso della chiesa lla strada principale dell’Annunziata e su di esso pose un medaglione in Marmo con l’effige della Maddalena. Nel 1793 il tempio subì gravi danni a causa di un incendio.

Con l’avvento dei Francesi, nel 1808 nella chiesa della Maddalena fu trasferita la parrocchia di S. Maria a Cancello; il Monastero nel 1810 diventò Conservatorio per giovani donne e si chiamò S. Maria Visita Poveri.

La chiesa ricevette ulteriori restauri nel 1831 da Pietro Malesi. Dopo l’Unità d’Italia il Conservatorio fu a sua volta trasformato in scuola, il liceo “Garibaldi”, ed alle ormai pochissime suore furono lasciate soltanto povere stanzette.

La chiesa della Maddalena fu descritta ad una navata con sei cappelle; non si conoscono con certezza gli autori delle sue opere, in particolare si ammiravano tele con il Cristo e la Maddalena, sull’altare maggiore, con S. Francesco, con la Madonna delle Grazie; preziosi erano il suo “comunichino” ed il coro. In essa studiò perfino il grande Caruso.

Nel 1955 tutto il Complesso della Maddalena fu abbattuto per costruirvi palazzoni moderni (!);qualche anno dopo pure la chiesa venne distrutta e c’è chi ancora nostalgicamente la ricorda.