|

Aldo De Gioia: conferenza
stampa sulla Canzone Napoletana
|
|

Porto di Napoli, Stazione
Marittima.
Corona d'alloro per il Marinaio Ignoto.
Anna Aita, Aldo De Gioia, il Presidente della Provincia
Dino Di Palma, il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.
|
|

Porto di Napoli, Stazione
Marittima.
Cerimonia per la lapide del Marinaio Ignoto.
Aldo De Gioia, il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino,
la giornalista Anna Aita
Porto di Napoli, Stazione
Marittima.
Cerimonia per la lapide del Marinaio Ignoto.
Alessandro D'Aquisto e Aldo De Gioia
|
|

|
|





Pulcinella d'argento
Organizzatore della manifestazione
Sen. Tancredi Cimmino (nella foto in alto).
Si vedono Aurea D'Angelo (a sinistra) e Gloria Cristian
(a destra)
DOMENICA
NAPOLETANA AL CIRCOLO LUCANO
Di scena
le più belle canzoni nate all’ombra del Vesuvio.
Ricordati poeti e musicisti tra quelli che hanno portato
Napoli nel mondo. Un museo
canoro, ricco di ricordi, sentimento e fantasia.
Di museo infatti si è trattato, giacché il 26 agosto
dello scorso anno è nato a Calvello, a quaranta
chilometri da Potenza, un piccolo museo della Canzone
napoletana.
Promotore
Aldo De Gioia, esperto napoletanista, legato alle
tradizioni e al teatro della nostra città, il quale ha
donato al Comune di Calvello molti cimeli di sua proprietà,
tra i quali un antico fortepiano del suo prononno, tutti
afferenti alla Canzone napoletana.
Perché
De Gioia sia andato a Calvello per consolidare la sua idea
lo apprendiamo dalle sue parole. “In verità per diversi
anni cercai di costituire il museo a Napoli, ma le
difficoltà furono tante, specie per le spese da sostenere
quasi sempre onerose. A Calvello invece mi hanno aiutato
offrendomi i necessari locali, la mano d’opera e la
manutenzione. Mi auguro che in futuro si possa riparlarne
a Napoli, intanto ringrazio il sindaco calvellese e
l’Amministrazione tutta”.
L’Associazione
lucana che ha voluto festeggiare tale avvenimento,
domenica 23 ha preparato una conferenza spettacolo con
l’approvazione del proprio Consiglio direttivo, con
l’intervento del Presidente Monsignor Antonino Pace, del
suo Vice Dott. Ciruzzi e poi man mano con gli altri
componenti tra i quali il Prof. Enrico Ancarola, che fu il
primo ad appoggiare Aldo De Gioia e a fare da tramite con
le autorità di Calvello.
Si
sono esibiti il tenore Federico De Curtis, il mezzo
soprano Marcella Cavalieri, la cantante Rosa Maria
Tampone, Giuliana de Gennarro, Giuseppe Lenzi, lo stesso
De Gioia, il chitarrista Antonio Corbara e il pianista
Pino Fanti. |
INAUGURAZIONE DEL TEATRO
MARIANI
IN SANT'AGATA IN FELTRE
|

Teatro
"Angelo Mariani"
Domenica 26 giugno 2005
Programma
ore
20.30
Serenata napoletana
Piazza
Garibaldi
ore
21.30
Concerto "Cercando la
vecchia canzone"
Teatro Angelo
Mariani
presentatore della serata
e voce narrante
Prof. Aldo De Gioia
pianoforte
Antonio Landolfi
baritono
Bruino Iacullo
tenore
Francesco Malapena
voce
popolare
Rita Lanza
Teatro
"Angelo Mariani"
P.zza Garibaldi n.1 - 61019 Sant'Agata Feltria (PU)
per informazioni
Amministrazione Comunale Tel. 0541929613 - 929714
|

Aldo De Gioia
nomina a Cavaliere della Repubblica
(Maggio 2003)
Ritratto di un principe che era
un re (della risata)
Antonio De Curtis si riteneva principe, ma era un re della
risata che divertiva molto dall’alto del suo trono. Sinonimo del
buon uimore, aveva stile, spunti personali e battute repentine
fuori dal copione. Osannato da tutti, fu sempre padrone della
scena.
Nacque a Napoli, in Via Traetta, nel Rione Sanità, il 15
febbraio 1895, da Anna Clemente e Giuseppe De Curtis, cugino
dei più famosi Giambartista ed Ernesto autori di celebri
canzoni come: “Duorme Carmè”, “Torna a Surriento”, “Non ti
scordar di me” e tante altre. Il giovane, per ristrettezze
economiche, cui la famiglia soggiacque, non ebbe felice
giovinezza. Tuttavia la sua innata comunicativa gli creò tante
simpatie.
Nel Partenope di Via Foria cominciò a recitare con un certo
Capece. Scritturato senza contratto, non guadagnò nemmeno una
lira, ma fu molto acclamato. Cominciò a girare per la periferia
e, passando da un gruppo all’altro, si mise in evidenza. Fu
conosciuto col nome di Totò, vezzeggiativo di Antonio. In
questo periodo conobbe anche i De Filippo, coi quali organizzò
diversi spettacoli. Ebbe i primi successi con le macchiette di
Gustavo De Marco, vecchio comico, il quale gli fu maestro.
Successivamente interpretò canzoni e parodie, tra le quali la
più importante divenne “Vicoli”, che si rifaceva a “Vipera” di
E. A. Mario. Passato alla Sala Napoli, all’Orfeo e al Trianon,
sull’onda del successo, ottenne una scrittura al teatro
Iovinelli di Roma che lo segnalò tra i comici emergenti. Tornato
a Napoli, spopolò con la Compagnia Molinari al Nuovo dove, nel
1925, Mario Mangini e Mascaria (pseudonimo di Maria Scarpetta)
scrissero per lui: “Messalina”, “I tre moschettieri”, “Bacco,
tabacco e Venere”, “Santarellina”, “‘O balcone ‘e Rusinella”,
che furono spettacoli musicali di grande successo.
Sul finire degli Anni Venti entrò nella compagnia di Achille
Maresca, che lo consacrò grande attore.

Antonio De Curtis in arte Totò
dedica nel 1948 allo zio Eugenio De Curtis
(fratello di Ernesto De Curtis, autore delle celebri
Canzoni Napoletane)
Fu in quel periodo che nacque la
sua relazione con Liliana Castagnola, “chanteuse”
internazionale. Le cronache del tempo la ricordano accompagnata
da regnanti, ministri e magnati dell’industria; per lei molti
blasonati avevano dilapidato interi patrimoni. Venne a Napoli al
Santa Lucia la sera del 12 dicembre 1929. Totò le mandò un
fascio di fiori accompagnato da in biglieno: <E’ col profumo di
queste rose che vi esprimo il mio encomio>. Il loro amore fu
travolgente e la donna che aveva avuto ai suoi piedi gli uomini
più ricchi d’Europa si nvaghì del giovane attore. Ma il teatro
divise le loro strade e Liliana, sentendosi trascurata e
tradita, si uccise. In suo ricordo Totò dette lo stesso nome
alla propria figliola che nacque nel 1933, quando egli
contrasse regolare matrimonio con Diana Rogliani. Recitò con
le migliori soubrettes di allora, divenne un grande del teatro,
collaborò pin volte alla stesura dei testi delle sue riviste.
Passarono gli anni, mentre gli autori facevano a gara per
confezionargli decine di copionì da mettere in scena. Michele
Galdieri gli prepare: “Disse una volt ail mondo”, “Volumeide”,
“Orlando curioso”. Si alternarono a loro volta: Remi, Massera,
Manca, Kokasse, Carlo Mauro e i nascenti Garinei e Giovannini.
Furono composti tanti lavori per serate indimenticabili:
“Quando meno te l’aspetti…” , “( Che ti sei messo in testa?”,
“Accadde una notte che...”, “Dalla calza al dollaro, “Novanta fa
la paura”, Imputato, alzianioci!“, “Bada che ti mangio!”, “Fermo
con le mani!” ecc. ecc.
Quasi tutto il teatro leggero italiano fece compagnia con Totò.
Fra i nomi più i inportanti si ricordano: Isa Bluette, Lia
Thomas, Marga Cella, Tecla Scarano, Titina De Filippo, Lucy
D’Albert, Anna Magnani, Isa Barzizza, Elena Giusti, Guglielmo
Inglese, Mario Castellani, Giulio Marchetti, Eduardo Passarelli,
Gianni Agus, Mario Riva, Giacomo Rondinella, Enzo Turco.
Dal 1937 il cinema prese a interessarsi di Antonio De Curtis il
quale, scritturato da molti produttori, girò più di cento films
nel giro di trent’anni. Il successo è ancora vivo.
L’ultima rivista di Totò fu “A prescindere” di Nelli e Mangini,
con la quale salutò il suo pubblico che tanto l’aveva acclamato.
Ad
Antonio De
Curtis
‘Nzieme a Pulecenella nce staje tu,
si' n'ata maschera napulitana.
Caro Totò, si principe si’ stato,
doppo tante anne rre si’ addeventato.
Ricchezza d’espressione
tenive dint’ ‘a ll’uocchie,
'a faccia ‘e sfuttitore malandrino,
facive fa’ risate ogne mumento.
‘A Sanità nasciste
e subeto a Furia fuje festa grande,
p' ‘e recite che diste
int’
‘a Partenope,
all'epuca ‘e De Marco prufessore,
ca te' mparaje a smerzà mille muvenze
e 'a capa a ccà e a llà comme a Pinocchio.
Venettero ‘e riviste cu Galdieri
e tante cumpagnie chine d’attori,
asciste ncoppa ‘o Nuovo d’ ‘e Quartiere.
‘E films te facettero famoso:
«Viva Totò, è immenso, favoloso!».
‘Na vota ogne cient'anne
n'attore comme a te se po’ vedé’.
Saje trasfurmà’ a risate puro ‘o chianto,
sì' ‘na priezza dint’ ‘o core ‘e Napule
p ‘a gloria d’ ‘o Triato ‘e ‘sta città!
Aldo De Gioia
COMMEMORAZIONE
IN CALVELLO (PZ) A
SALVO D'ACQUISTO 
L'Assessore Vitacca, il Parroco
Don Pasquale, il Generale Comandante, Il Sindaco Coronato,
Alessandro D'Acquisto, fratello dell'Eroe, e Aldo De Gioia

Schieramento d'onore

Aldo De Gioia commemora Salvo D'Acquisto
COMMEMORAZIONE
DI ALDO DE GIOIA PER IL CINQUANTENARIO DELLE QUATTRO GIORNATE DI
NAPOLI

Sede degli ARDITI a Porta
Capuana COMMEMORAZIONE
DI ENRICO IBSEN A SORRENTO 
Discorso ufficiale di Aldo De
Gioia

Mostra dei fratelli De Curtis.
Aldo De Gioia e Angelo Coraggio
************************************************

Porto di Napoli - Nave
"Orchestra " disquisizione sulla canzone napoletana
Pino De Maio, Pietro Gargano, Aldo De Gioia, Carlo Postiglione,
Ermanno Corsi e Francesco Spinosa

Porto di Napoli - Nave
"Orchestra " disquisizione sulla canzone napoletana
Pietro Gargano, Aldo De Gioia, Carlo Postiglione

Porto di Napoli - Nave
"Orchestra " disquisizione sulla canzone napoletana
Conferenza di Aldo De Gioia
Porto di Napoli - Nave
"Orchestra " disquisizione sulla canzone napoletana
Pietro Gargano, Aldo De Gioia, Ermanno Corsi, Carlo Postiglione,
Pino De Maio, Mario Maglione, Monica Sarnelli e Francesco
Spinosa
PASQUALE FRUSTACI UN GRANDE DELLA CANZONE
Compositore, concertatore, direttore d’orchestra, diplomato al
Conservatorio di Parma, scrisse motivi indimenticabili per il
varietà italiano. “ Tu solamente tu” fu un poema, su versi di
Michele Galdieri, che spopolò con l’orchestra Barzizza e divenne
famosa quando Glen Miller, il re dello swing, trionfò in america
e ne fece una specie di inno nazionale, decretandone il
successo.
Un amore perduto, un ricordo continuo, una donna che non si
dimentica, migliaia furono gli innamorati che cantarono nel
mondo intero questa canzone.
Pasquale Frustaci era nato in Via Duomo, nei pressi del porto di
Napoli, dove il padre gestiva un Gran Caffè conosciuto come il
Bar Americano, per la sua struttura newyorkese, dove, negli anni
trenta, molti emigranti prima di salpare per i lidi
statunitensi, andavano a sorbire l’ultimo caffè italiano,
metaforicamente il primo americano, quasi un presagio del
destino. In quel bar nacque “Tu solamente tu”, la cui storia
continua con il cantante chitarrista Enrico Mosiello, che ha
preparato una nuova versione sollecitata da Pino Letizia, nipote
dello stesso Frustaci.
Aldo De Gioia e Giampaolo Di Giovanni, componenti della
Commissione Toponomastica, hanno preparato il progetto per
dedicare all’Autore una strada di Napoli. La richiesta è stata
accolta e, al più presto, nascerà una nuova via intitolata a
Pasquale Frustaci.
|