|
RASSEGNA STAMPA
IL PRIMO MUSEO DELLA
CANZONE
di Rocco Nigro
Nascerà in Basilicata,
a Calvello, il primo museo della canzone napoletana. Ad annunciarlo è
il sindaco del centro della Val Camastra, Rocco Coronato, il quale
insieme al suo vice, Antonino Pompeo e all’assessore alla cultura,
Pinuccio Vitacca ha subito accolto l’idea del prof. Aldo Gioia, un
esperto di tradizioni teatrali e canore dell’area partenopea di
realizzare proprio in questa località un museo della canzone
napoletana.
Circa duecento reperti,
per lo più spartiti, libretti musicali, ma anche foto ed encomi di
importanti musicisti napoletani, da giovedì 26 agosto prossimo saranno
allestiti presso i locali della Biblioteca Comunale di questo centro del
Vulturino, grazie appunto alla sensibilità mostrata dal prof. De Gioia
che ha deciso di donare a Calvello, u comune dove egli è solito
trascorrere un breve periodo di ferie, questo articolato e ricco
percorso storico, dove tra l’altro sarà possibile cogliere
l’evoluzione in Italia e nel mondo di un genere musicale che ha
annoverato geniali e popolarissimi interpreti tra i quali spicca la
figura di Enrico Caruso.
A far parte della
collezione privata del prof. De Gioia vi è pure un fortepiano del 1850;
un pezzo di grande valore oltre che di grande bellezza. Naturalmente,
per questa nuova iniziativa messa in campo dall’amministrazione
municipale, il primo ad essere soddisfatto è il primo cittadino di
Calvello, Rocco Coronato il quale sostiene che: “questa vuole essere
la prima di un percorso che l’amministrazione comunale ha ideato
proprio per potenziare e diversificare l’offerta turistica che sempre
più numerosa si reca in questo centro del Vulturino”.
L’altra infatti è già
alle porte. Domenica 22 agosto prossimo, l’amministrazione comunale
inaugurerà un laboratorio all’aperto della ceramica proprio con
l’intento di valorizzare una tradizione che affonda le sue radici in
diversi secoli di storia. Alla realizzazione del museo della canzone
napoletana, che lo ricordiamo, verrà ufficialmente inaugurato il 26
agosto prossimo, oltre al prof. De Gioia, hanno collaborato pure,
moltissimi cittadini di Calvello, tra cui prof. Enrico Ancarola, Gennaro
Lisanti, Mario Ancarola, Ferruccio Ciociaro, Giuseppe Passerella e
Nicola Izzo.
(Da "La Nuova Basilicata" - 18 agosto 2004)
CALVELLO, INAUGURATO IL
MUSEO DELLA CANZONE NAPOLETANA
di Donato Pavese
È finalmente
“sbarcato” in Basilicata il Museo della Canzone Napoletana che ha
fatto la sua prima “tappa” nel ridente centro della Val Camastra di
Calvello. Grande è stata la soddisfazione dell’amministrazione
comunale e soprattutto dell’intera cittadinanza per la nascita di un
museo che attualmente raccoglie spartiti, libretti musicali, foto
d’epoca di importanti musicisti napoletani ed encomi assegnati ai
principali protagonisti della canzone napoletana. All’interno del
museo, inoltre, è possibile cogliere l’evoluzione in Italia e nel
Mondo di un genere musicale che ha annoverato geniali e popolarissimi
interpreti tra i quali spicca la figura mondiale di Enrico Caruso.
L’inaugurazione del museo della musica partenopea si è svolta nella
sala della biblioteca comunale di Calvello alla presenza delle massime
autorità civili cittadine, tra le quali ricordiamo Rocco Coronato, il
vice sindaco Antonino Pompeo ed il consigliere delegato alla cultura
Giuseppe Vitacca che ha aperto la serata, condotta da Domenico Ancarola.
Ha fatto seguito un intervento del sindaco Coronato che ha dato inizio
all’apertura del museo. Nella circostanza si è levato dal pubblico un
lungo e convinto applauso, segno di entusiasmo e di profondo
ringraziamento. Presente alla cerimonia di apertura del museo anche lo
scultore Tonino Masini il quale ha preso la parola sottolineando
“l’importanza dell’opera svolta dal promotore e storico Aldo De
Gioia nel raccogliere tanti cimeli della canzone napoletana e donarli al
Comune di Calvello che ne usufruirà per l’importanza artistica e
soprattutto per il turismo”. Il professore De Gioia ha proseguito il
suo discorso soffermandosi brevemente sulla storia della canzone
napoletana e ringraziando vivamente tutti i cittadini calvellesi che
hanno offerto il loro costante apporto per la realizzazione del museo:
Enrico Ancarola, Gennaro Lisanti, Mario Ancarola e Giuseppe Passarella.
Hanno presenziato il maestro Aldo Bellipanni dell’orchestra
“Scarlatti” di Napoli, le scrittrici Anna Aito e Michela Napolitano,
il poeta Giuseppe Lenzi e la professoressa Giuliana De Gennaro.
Successivamente si sono esibiti i cantanti Salvi, Rosa Maria Tempone e
Pinuccio Briamonte ai quali si è aggiunto il chitarrista napoletano
Antonio Corsara.
(Da "Il Quotidiano" - 29 agosto 2004)
MA E’ LA BASILICATA AD
OSPITARE IL MUSEO
di Tiziana Morgese
Napoli, qualche anno fa,
intonò un secco no. E così mentre il capoluogo partenopeo fa spazio
all’Archivio sonoro, un Museo della canzone napoletana ha trovato la
sua sede in terra lucana. È stato inaugurato a Calvello, 40 chilometri
da Potenza e nodo nevralgico tra Puglia, Campania e Basilicata.
Spartiti, foto, locandine originali, documenti preziosi dalla fine
dell’Ottocento ai primi anni Cinquanta che raccontano il gotha della
musica napoletana: da Caruso a Murolo, passando per Di Giacomo, Bracco,
Tagliaferro. Un patrimonio reso disponibile in gran parte dallo storico
e poeta napoletano Aldo De Gioia, che ha letteralmente trasferito dal
salotto della sua casa napoletana importanti cimeli raccolti in 50 anni.
Ora lustrano due sale museali del paesino lucano, recuperate grazie
anche all’impegno del professor Enrico Ancarola. Preziosa l’adesione
all’iniziativa del tenore Federico de Curtis, nipote di Ernesto e
Giambattista de Curtis (e cugino di secondo grado di Totò): gli autori
di Torna a Surriento.
(Da "Il Sole 24 Ore Sud" - 1 ottobre 2004)
LA CANZONE NAPOLETANA HA
TROVATO UNA CASA MA E’ IN BASILICATA
di Renato Sartini
Appollaiato su una vetta
dell’Appennino lucano, duemila anime, uno splendido ponte medievale ad
arcata unica, Calvello, paesino della Lucania, da poche settimane ha
aperto ai visitatori il Museo della canzone napoletana.
Aldo De Gioia, storico
napoletano, poeta e scrittore, è stato il promotore dell’iniziativa
accolta dall’amministrazione comunale con in testa il sindaco, Rocco
Coronato, il vice sindaco Antonio Pompeo e il delegato alla cultura
Giuseppe Vitacca.
Spartiti, libretti
musicali della Piedigrotta, locandine di film muti e parlati, foto
d’epoca ed encomi dati ai grandi protagonisti della canzone napoletana
hanno trovato “asilo politico” tra le mura della biblioteca
comunale, fuggiti da una città, Napoli, dove ottenere degli ambienti
espositivi, una vetrina, è spesso costoso e burocraticamente complicato
a differenza di un piccolo municipio sperduto tra i monti della
Basilicata.
(Da "La Repubblica" - 2 ottobre 2004)
A CALVELLO IL “MUSEO
DELLA CANZONE NAPOLETANA”
di Anna Aita
Aldo De Gioia, lo
storico, l’instancabile ricercatore, l’appassionato cultore di
Napoli, è finalmente riuscito nell’intento: il “Museo della Canzone
Napoletana”, unico in Italia, si insedia a Calvello, delizioso paesino
della Lucania.
Un miraggio, un sogno a
lungo accarezzato, quello di poter donare i suoi preziosi reperti
(raccolti e conservati accuratamente fin da bambino), sulla storia di
Napoli, sul teatro, sulla canzone, a beneficio del pubblico interesse.
Molte porte ha bussato
Aldo De Gioia perché questi beni restassero nella sua città ma il
Comune di Napoli è stato sordo ad ogni richiamo vanificando l’intento
dello storico. Si ventilavano le più grandi difficoltà come cifre
assurde per allestire il museo e, addirittura, la necessità di acquisto
di un fabbricato intero (si parlava di quello in cui era ubicato il
cinema “Gloria”). Siamo nella prima metà degli anni ’90. In
effetti, per attuare quanto Aldo De Gioia proponeva sarebbe bastata una
stanza nel Palazzo Reale, nel Museo di Capodimonte o altrove e una
modica cifra per allestirla...
(Da "Cronache di Napoli" - 28 settembre 2004)
“ZIBALDONE
NAPOLETANO” A CALVELLO
Si presenta oggi a
Calvello il nuovo libro di Aldo De Gioia dal titolo “Zibaldone
napoletano”. Nella sala consiliare del Comune, con inizio alle 21,
interverranno i professori Nicola Lisanti e Anna Maria Basso e gli
scrittori napoletani Anna Aita e Giuseppe Lenzi. <<Aldo De Gioia
– scrivono questi nella prefazione – ha dimostrato il perseverante
impegno di studioso, dando una chiara immagine di Napoli, dalle origini
ai giorni nostri, in tutte le sfaccettature, storia, toponomastica,
ambiente, eventi bellici, tradizione della canzone, del teatro e così
via>>...
(Da "La Gazzetta del Mezzogiorno" - 5 settembre 2004)
CALVELLO “CANTA” LA
BELLA NAPOLI
di Luigia Ierace
Da Napoli a Calvello per
“vedere” la canzone partenopea. A poco più di un mese dalla nascita
del primo museo italiano della canzone napoletana, dopo quello di Tokyo,
il bilancio è più che positivo. Oltre al flusso di turisti e
appassionati provenienti dai centri lucani, anche dalla Campania
arrivano i primi visitatori. Un pullman è giunto domenica da Napoli per
vedere quel mosaico di ricordi che permettono di rivivere i fasti della
canzone e del teatro partenopeo attraverso cassette, spartiti, libretti,
locandine, originali o copie di originali, a volte anche uniche,
fotografie dei più grandi autori da Caruso a De Curtis, Di Capua, Lama,
Bovio, tanto per citarne alcuni. Un pezzo della bella Napoli che ha
trovato ospitalità proprio a Calvello, nella valle del petrolio, grazie
alla sensibilità dell’amministrazione comunale che ha accolto la
proposta di uno storico napoletano, Aldo De Gioia, grande appassionato e
studioso, uno tra i maggiori esperti nelle tradizioni teatrali e canore
della sua città, che ha voluto donare al Comune il materiale raccolto
per consentire la nascita del Museo. È il primo in Italia. Nel mondo ne
esiste solo uno a Tokyo e a Napoli continua a rimanere un sogno per
molti. Il caso ha voluto che De Gioia capitasse nel piccolo centro
lucano e che la sua idea venisse accolta dal sindaco Rocco Coronato. In
circa 70 metri quadri, nei locali della Biblioteca comunale è ora
ospitato il Museo, il cui pezzo più prestigioso è un “fortepiano”,
l’antenato del pianoforte, del 1840 appartenuto a Nicola De Gioia,
collaboratore di Mercadante...
(Da "La Gazzetta del Mezzogiorno" - 5 settembre 2004)
|