MANZÙ. FONTANA

 Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma
Museo Giacomo Manzù, Ardea (Roma)

MANZÙ. DIALOGHI SULLA SPIRITUALITÀ,
CON LUCIO FONTANA
8 dicembre 2016 – 5 marzo 2017

a cura di Barbara Cinelli con Davide Colombo

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ate al pubblico 8 dicembre 2016 – 5 marzo 2017 a cura di Barbara Cinelli con Davide Colombo
L’8 dicembre 2016 apre al pubblico nelle due sedi del Museo Nazionale di Castel
Sant’Angelo a Roma e del Museo Giacomo Manzù di Ardea la mostra Manzù. Dialoghi
sulla spiritualità, con Lucio Fontana.
La mostra è organizzata dal Polo Museale del Lazio con il patrocinio del Pontificio
Consiglio della Cultura e in collaborazione con il Comune di Ardea e la Fondazione
Giacomo Manzù. Hanno inoltre collaborato ‘Sapienza’ Università di Roma, Dipartimento
di Architettura e Progetto e lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
di Parma.
La cura scientifica della mostra è di Barbara Cinelli (Università di Roma Tre) con Davide
Colombo (Università di Parma). Gli altri componenti del comitato scientifico sono Penelope
Curtis (Fondazione Calouste Gulbenkian Lisbona), Maria Giuseppina di Monte (direttrice
del Museo Giacomo Manzù di Ardea), Flavio Fergonzi (Scuola Normale Superiore
di Pisa), Micol Forti (curatore delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei
Vaticani) e Daniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa). Il catalogo è pubblicato
da Electa.
All’indomani del secondo dopoguerra il tema dell’arte sacra appare tanto ampio quanto
spesso venato di ambiguità. Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 – Roma, 1991) rappresenta
in tale contesto un punto fermo. Specie in questo periodo egli prova difatti a
stabilire un dialogo vivo e fruttuoso con l’arte contemporanea, fra l’altro prendendo
parte, nel 1949, al concorso per la porta di San Pietro in Vaticano. Nello stesso periodo
un secondo, grande maestro, Lucio Fontana (Rosario, 1899 – Comabbio, 1968) tenta
di rispondere a interrogativi molto simili, partecipando al concorso per le porte del
Duomo di Milano del 1950. Stabilire un dialogo fra Manzù e Fontana significa dunque
riportare alla luce una linea essenziale dell’arte – italiana e non solo – fra gli
anni cinquanta e sessanta del Novecento.
In particolare, la mostra rivede l’opera di Giacomo Manzù alla luce di almeno due
problemi. Il primo: il rinnovato rapporto con la Chiesa, dopo lo “scandalo” delle
formelle esposte a Milano nel 1941. Il secondo: il tentativo del Vaticano di stabilire
tra gli anni cinquanta e sessanta – ovvero in un frangente animato da forti contrasti
politici e ideologici – un nuovo rapporto con l’arte contemporanea. La rilettura
delle fonti d’epoca, l’attenta analisi della sperimentazione linguistica del maestro, come
pure l’inedito accostamento a Lucio Fontana ribadiscono la centralità di Manzù, restituendolo
come un protagonista dell’arte del Novecento.
Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, prima sede della mostra, espone trentacinque
sculture di Manzù: dal ciclo dei bassorilievi “Cristo nella nostra umanità”, in
parte visti a Milano nel 1941, ad alcuni esempi dei rilievi eseguiti per la porta della
cattedrale di Rotterdam nel 1965. La Sala dell’Apollo con i suoi affreschi cinquecenteschi
accoglie alcuni grandi Cardinali, che più di ogni altra opera hanno contribuito a
plasmare l’immagine di Manzù in qualità di ‘scultore cattolico’. Il percorso prevede anche,
per gentile concessione dei Musei Vaticani, due dei vetri incisi che il maestro realizzò
per l’amico Monsignor Giuseppe De Luca, una delle figure centrali nel dibattito
COMUNICATO
STAMPA
sull’arte sacra. Un ruolo da protagonista è infine riservato al Grande ritratto di signora
del 1947: l’opera, sebbene formalmente di tema profano, assomma in sé caratteri di
spiritualità nella rappresentazione del personaggio, e documenta, nell’evidente tensione
tra modellato delle superfici e astrazione formale dei piani, l’esordio della nuova lingua
di Manzù, che avrà esito compiuto proprio nelle porte di San Pietro.
Il Museo di Ardea, seconda sede della mostra e per l’occasione sottoposto a un’intensa
opera di rinnovamento, accoglie trenta fra sculture e disegni di Lucio Fontana.
Significativi, fra gli altri, risultano due bozzetti e una formella per la Porta del Duomo di
Milano – anch’essi provenienti dai Musei Vaticani – come pure una serie di altri importanti
lavori concessi in prestito dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Grazie al
numero e soprattutto alla qualità, le opere di Fontana stabiliscono dialoghi inediti e
fruttuosi con la collezione permanente di Manzù. Un’occasione unica per riflettere sui
due artisti e verificarne le soluzioni linguistiche ed espressive, talora divergenti o
addirittura antitetiche, sul comune tema del sacro.
La mostra intenzionalmente tiene uniti, attraverso un progetto concatenato e interdipendente,
Castel Sant’Angelo e il Museo Manzù di Ardea, ovvero due realtà museologiche
molto diverse l’una dall’altra. Il motivo è spiegato da Edith Gabrielli, direttore del
Polo Museale del Lazio, che ha in gestione entrambi i musei. “Alla base vi è il desiderio
di proporre al pubblico, ai pubblici dell’arte e, almeno in questo caso, della spiritualità
percorsi nuovi e per certi aspetti addirittura imprevisti. Ma – prosegue Gabrielli – non si
tratta solo di questo. Concepire la mostra in due sedi di pari livello significa andar oltre,
superare il tradizionale rapporto di sudditanza, o se si vuole di centro-periferia, che normalmente
Roma con la sua obiettiva grandezza detta, impone alla provincia e all’intero
Lazio. Fa piacere che tutto questo avvenga nel segno di un progetto d’indiscutibile valore
scientifico e culturale. In questo modo è più facile mettere al lavoro, l’uno di fianco
all’altro, vari soggetti. Alla base vi è l’idea fondante del Polo Museale, che è quella di
‘fare rete’ per davvero, non in teoria. Ovvero di realizzare un’idea di tutela e valorizzazione
integrate”.

 

Sedi
Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo,
Roma Lungotevere Castello, 50
Museo Giacomo Manzù, Ardea (Roma) Via Laurentina km. 32 d

Ingresso e orari
Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo tutti i giorni: 9.00 – 19.30 la biglietteria chiude alle 18.30
Museo Giacomo Manzù tutti i giorni: 9- 19.30 visite guidate sabato e domenica in entrambe le sedi alle 11.00, 12.00, 16.00 e 17.00
Biglietto
Museo Castel Sant’Angelo: 13 euro intero; 6,50 euro ridotto
Museo Giacomo Manzù: gratuito
Info e prenotazioni T+39 06 32810 oppure www.gebart.it sito web www.polomusealelazio.beniculturali.it
www.mostramanzu.it