Cappella Pontano

dm4149Via Tribunali

Di sobrie forme rinascimentali, ispirate ad un classico ideale di bellezza astratta, la costruzione in piperno grigio, di piccole dimensioni, fu innalzata nel 1490-92 e dedicata all’evangelista Giovanni per iniziativa dell’umanista Giovanni Pontano.
Si è a lungo discusso sull’autore, su cui, in mancanza di notizie attendibili, si continuano ad anvanzare ipotesi: dapprima si è pensato, sulla scorta di Bernardo De Dominici, alla leggendaria figura di Andrea Ciccione; in seguito, Roberto Pane, grazie agli studi compiuti tra gli anni Trenta e il 1975, lo ha identificato con fra’ Giocondo da Verona e poi con Francesco di Giorgio Martini, basandosi sul particolare trattamento dei capitelli della cappella con foglie d’acanto, che ricorda quelli da lui realizzati nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Cortona.
dm4148Il tempietto, a blocco rettangolare, risulta formato da due ambienti sovrapposti, ovvero l’aula e la cripta sottostante, coperti con volta a botte e presenta un paramento esterno impostato su un pronunciato stilobate modanato, funzionale ad assorbire i dislivelli stradali conferendo alla struttura una spiccata soluzione di continuità. L’aula, restaurata nel 1759 da Giacomo Martorelli, raccoglie, alla stregua un antiquarium epigrafico, iscrizioni funerarie greche e latine destinate a far da sfondo all’altare con la reliquia pagana di Tito Livio. Si può riscontrare un vivace contrasto tra l’estrema semplicità delle pareti e le spendide maioliche del pavimento, che, nella varietà cromatica e decorativa, ricalcano prototipi ornamentali islamici e valenzani.
La cripta, di assoluta semplicità, ripropone nell’impianto lo schema della cappella, declinato in scala minore.
Segnalazioni:

Francesco Cicino da Caiazzo, Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, dipinto ad affresco, fine Quattrocento-inizio Cinquecento, nicchia dietro l’altare.

Francesco di Giorgio Martini (?), facciata, fine Quattrocento.
Pavimento maiolicato, 1492 ca., interno.