Girolamini

Girolamini – San Filippo Neri

Via Duomo

La chiesa, anche detta di San Filippo Neri, è uno dei principali monumenti di Napoli. Sviluppatosi in due insule del centro antico, tra il 1588 e l’inizio del Settecento, il complesso monastico dei Girolamini – cosiddetti perché, prima di insediarsi a Napoli, risiedevano a Roma in San Girolamo alla Carità – è fra i più grandi e ricchi di testimonianze artistiche dell’intero tessuto urbano.
L’edificio, avviato per volontà dell’arcivescovo Annibale di Capua a fine Cinquecento, su progetto del fiorentino Giovan Antonio Dosio, che lo impostò secondo un principio di regolarità e linearità spaziale, fu proseguito, dal 1592 in poi, da Dionisio Nencioni detto di Bartolomeo e consacrato nel 1619. Esso richiama in modo esplicito il modello controriformistico di Santa Maria in Vallicella a Roma, chiesa madre dell’ordine degli Oratoriani o Filippini, di cui San Filippo Neri fu fondatore. La facciata originaria e la cupola – entrambe rifatte, rispettivamente nel 1780 da Ferdinando Fuga, con l’aggiunta di due campanili laterali, e nel 1852 da Antonio Barletta, sotto la direzione di Luigi Giura – furono progettate da Dionisio Lazzari dopo il 1665. Le sculture poste in facciata e sul portale sono di Ferdinando Fuga e datano 1776-92. Seriamente compromessa da un bombardamento aereo nel 1943, la chiesa è stata ripristinata nella cupola e in vaste parti dei soffitti. L’apparato decorativo a fresco è stato realizzato da numerosi artisti del Seicento e Settecento. Del grande complesso oratoriano fanno parte anche altri organismi, fra i quali merita di essere visitata la celebre
Quadreria.
Segnalazioni:
Belisario Corenzio, Epifania, pala d’altare, 1618, IV cappella a destra.
Guido Reni,
Incontro tra Cristo e San Giovanni Battista, dipinto, 1622, presbiterio della sacrestia.
Guido Reni,
San Francesco in preghiera, pala d’altare, 1622, V cappella a sinistra.
Fabrizio Santafede,
Sacra Famiglia, dipinto, entro il 1634, II cappella a destra, altare.
Pietro da Cortona,
Sant’Alessio moribondo, dipinto, 1638, I cappella a destra.
Luca Giordano,
Cacciata dei mercanti dal tempio, dipinto ad affresco, 1684, controfacciata, sopra i portali.
Luca Giordano, serie di dipinti, Seicento, 1684 ca., IV cappella a sinistra, pareti laterali.
Luca Giordano,
Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, pala d’altare, 1696-97, V cappella a destra.
Luca Giordano, serie di dipinti, inizio Settecento, III cappella a sinistra, pareti laterali.
Paolo de Matteis,
Vergine coi Santi Pietro, Paolo e Francesco di Sales, quadro d’altare, 1726, VI cappella a sinistra.
Francesco Solimena,
Storie di San Filippo, dipinti ad affresco, 1727-30, cappellone di San Filippo Neri.
Francesco Solimena,
Abramo e Melchisedech e Mosè e David, dipinti, 1730 ca., sugli arconi terminali delle navate laterali.

 

Giuseppe Sanmartino, sculture, Settecento, 1776-92, facciata.
Giuseppe Sanmartino,
Angeli reggi-candelabro in marmo, 1787, presbiterio.


Dionisio di Bartolomeo o Giovanni Antonio Dosio (progetto), Cappellone della Natività dei Ruffo-Scilla, terminato nel 1606, transetto sinistro.
Giacomo e Dionisio Lazzari, Cappellone di San Filippo Neri, 1643-47, pavimento, tarsie marmoree e stucchi dorati, a sinistra della tribuna.
Dionisio Lazzari, I e II cappella, Seicento, anni ’60, navata sinistra.

Quadreria dei Girolamini

Complesso dei Girolamini, via Duomo

Fondata tra fine Cinquecento e inizi Seicento, la quadreria, annessa al convento, fu collocata dapprima nella monumentale sacrestia, da cui fu trasferita, nel 1961, nelle sale vicine al chiostro maggiore, nel rispetto di più moderni criteri museografici.

La raccolta, che si qualifica come una delle maggiori concentrazioni d’arte a Napoli, include dipinti del periodo cinque-settecentesco donati dai padri girolamini o da benefattori. Il cuore della raccolta è rappresentato dal cospicuo gruppo di dipinti di maestri dell’Italia centrale, soprattutto toscani e romani, ma anche emiliani.

I nuclei principali risultano ben riconoscibili: numerose opere cinquecentesche di ambito classicistico meridionale e tardo manieristico napoletano, romano, fiorentino; alcuni quadretti, anch’essi del Cinquecento, ma di ambito nord-europeo, realizzati su rame o su tavola; vari dipinti seicenteschi di ambito prevalentemente naturalistico, con qualche isolato esemplare del classicismo e del barocco napoletano ed emiliano; infine, pochi dipinti del Settecento, tra cui i bozzetti di Solimena e Mazzanti per gli affreschi eseguiti per la chiesa.

Chiusa al pubblico nel 1980, in seguito al violento terremoto che ne acuì i problemi strutturali, la quadreria venne riaperta nel 1995, quando la raccolta si arricchì di nuove opere e fu allestita ex novo una “Sala di Studio”, che ospita alcuni manufatti artistici provenienti dalla chiesa o dalla sacrestia.
Segnalazioni:

Albrecht Durer (replica da), San Girolamo nello studio, dipinto a olio su tavola, primo Cinquecento.
Nicolas Froment (replica da),
Testa di Sant’Anastasio, dipinto a olio su rame, primo Cinquecento.
Andrea Sabatini, detto da Salerno,
Adorazione dei Magi, dipinto a tempera su tavola, 1514.
Agostino Tesauro,
Santa Caterina d’Alessandria e Santa Maria Maddalena, dipinti a olio su tavola, non oltre il 1515-18.
Giovan Fiippo Criscuolo,
Natività, dipinto a olio su tavola, 1540 ca.
Girolamo Siciolante da Sermoneta,
Crocifisso, dipinto a olio su rame, Cinquecento.
Anton Maria Viani,
La Trinità e i sette Angeli, dipinto a olio su rame, secondo Cinquecento.
Federico Zuccari,
Adorazione dei Magi, dipinto a olio su tela, 1564.
Giuseppe Cesari detto Cavalier d’Arpino,
San Sebastiano e San Paolo rapito al terzo cielo, dipinti a olio su tavola, fine Cinquecento.
Giacomo Imparato (cerchia di),
Presentazione al tempio, dipinto a olio su tela, primo Seicento.
Francesco Vanni,
Madonna col Bambino, dipinto a olio su tavola e Caduta di Simon Mago, dipinto a olio su tela, primo Seicento.
Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio,
Madonna col Bambino e San Francesco, dipinto a olio su tela, Seicento, primo decennio.
Giovan Battista Caracciolo, detto Battistello,
Battesimo di Cristo e Martirio di San Bartolomeo, dipinti a olio su tela, Seicento, primo – secondo decennio.
Giovan Bernardino Azzolino,
Sposalizio mistico di Sant’Agnese, dipinto a olio su tela, Seicento, entro il secondo decennio.
Fabrizio Santafede,
I figli di Zebedeo davanti a Cristo, Lavanda del Bambino, Vergine Addolorata, dipinti a olio su tela, Seicento, secondo decennio.
Jusepe de Ribera, dipinti a olio su tela, tra il 1617 ed il 1620.
Giovan Battista Caracciolo, detto Battistello,
Cristo portacroce, dipinto a olio su tela, Seicento, terzo decennio.
Guido Reni,
Fuga in Egitto, dipinto a olio su tela, Seicento, terzo decennio.
Giovanni Antonio D’Amato,
Deposizione e Sacra Famiglia, dipinti a olio su tela, Seicento, terzo e quarto decennio.
Massimo Stanzione,
Nozze di Cana, Testa di Santa e Testa di Santa, dipinti a olio su tela, Seicento, terzo – quinto decennio.
Cesare Fracanzano,
Cristo servito dagli Angeli, dipinto a olio su tela, Seicento, quarto decennio.
Mathias Stomer,
Sant’Onofrio, dipinto a olio su tela, Seicento, quarto decennio.
Giovan Francesco Gessi,
Sacra Famiglia con San Giovannino, dipinto a olio su tela, Seicento, quinto decennio.
Andrea Vaccaro,
Adorazione dei Pastori, dipinto a tempera su tavola e Sacrificio d’Isacco, dipinto a olio su tela, Seicento, quinto – sesto decennio.
Luca Giordano (attr.),
Compianto su Cristo morto, dipinto a olio su tela, Seicento.
Luca Giordano,
Madonna col Bambino, dipinto a olio su tela, 1684 ca.
Paolo de Matteis,
Madonna, dipinto a olio su tela, Settecento, entro il secondo decennio.
Francesco Solimena,
Mosè e David, dipinti a olio su tela, 1720-30.
Sebastiano Conca,
Madonna col Bambino, dipinto a olio su tela, entro il 1740.
Ludovico Mazzanti,
Cacciata di Eliodoro dal Tempio e Morte di Ozia, dipinti a olio su tela, Settecento, quarto decennio.
Alessandro Algardi (ambito di),
Crocifisso, avorio, Seicento.
Giuseppe Sanmartino,
Angelo e Ritratto di San Filippo Neri, terracotte, Settecento.