San Domenico Maggiore

din3393Piazza San Domenico Maggiore

Eretta in forme gotiche dai domenicani, tra il 1283 e il 1324, per volontà del papa Gregorio IX, ha inglobato la preesistente struttura di San Michele Arcangelo a Morfisa, costruita intorno al 1002 e divenuta una cappella della nuova fabbrica angioina.

A seguito di una stratificazione secolare, l’ingresso si trova, dal Seicento, sul lato dell’abside che affaccia sulla piazza, per cui la visita alla basilica ha inizio dal braccio orientale del transetto. Due rovinose calamità, un terremoto nel 1456 e un incendio nel 1506, ne hanno irrimediabilmente compromesso l’aspetto originario, ancora trasformato dagli interventi fanzaghiani e dal generale rinnovamento di impronta barocca compiuto nel 1670.

Tra gli episodi successivi, quelli di maggior rilievo riguardano la sostituzione del pavimento antico con quello di marmi colorati e mattoni, disegnato da Domenico Antonio Vaccaro nel 1732, e il restauro strutturale di stampo neo-gotico diretto da Federico Travaglini nel 1850-53.

A croce latina, a tre navate, la chiesa custodisce una notevolissima galleria di opere d’arte e presenta ambienti di speciale interesse, quali la Sacrestia e il Cappellone del Crocifisso.

 

din3392Segnalazioni:

Pietro Cavallini, Storie di Sant’Andrea, San Giovanni Evangelista e la Maddalena, dipinti ad affresco, 1308-9, navata destra, cappella Brancaccio.
Roberto d’Oderisio, Madonna dell’Umiltà, dipinto ad affresco, Trecento, seconda cappella del transetto a sinistra dell’altare maggiore, Santo Stefano, altare.
Ignoto pittore della cerchia di Roberto d’Oderisio, Madonna dell’Umiltà, dipinto ad affresco, fine Trecento, navata destra, cappella della Maddalena.
Scipione Pulzone, Martirio di San Giovanni Evangelista nella caldaia d’olio bollente, dipinto su tela, Cinquecento, navata sinistra, quinta cappella, altare.
Giovan Girolamo Capece, Crocefisso, dipinto su tavola, Cinquecento, navata destra, quarta cappella.
Agostino Tesauro, Madonna in trono col Bambino, dipinto, 1521, navata sinistra, quinta cappella.
Ignoto pittore leonardesco di formazione fiamminga, Salvator Mundi, dipinto su tavola, Cinquecento (?), cappella a sinistra della porta d’entrata alla basilica, Muscettola.
Marco Pino, Battesimo di Cristo, dipinto su tavola, 1564, navata destra, quinta cappella, parete destra.
Tiziano, Annunciazione, dipinto *, Cinquecento, transetto sinistro, seconda cappella, Vergine Annunciata.
Dirk Hendricksz detto Teodoro d’Errico, Ascensione, dipinto, 1605-8, navata destra, quinta cappella, pareti laterali.
Michelangelo Merisi da Caravaggio, Flagellazione, dipinto *, 1609, prima cappella del transetto a sinistra rispetto all’altare maggiore, del Rosario.
Filippo Vitale e Pacecco de Rosa, Madonna del Rosario che appare a San Carlo Borromeo e a San Domenico, dipinto, quinto decennio del Seicento, navata destra, quinta cappella, altare.
Luca Giordano, San Giuseppe e il Bambino, dipinto, 1680-85, cappella a sinistra della porta d’entrata alla basilica, Muscettola, altare.
Fabrizio Santafede, Madonna del Rosario, dipinto su tavola, Seicento (?), convento, Confraternita del Rosario.
Andrea Vaccaro, Flagellazione, dipinto, copia da Caravaggio, Seicento, cappella de’ Franchis.
Massimo Stanzione, La visione di fra’ Giovanni d’Altamura, dipinto su tela, Seicento, convento, congrega del SS.Sacramento.

Francesco Solimena, Madonna col Bambino e Santi domenicani, dipinto su tela, Settecento, 1730 ca., navata destra, cappella della Maddalena.
*La collocazione attuale è al Museo Nazionale di Capodimonte.  

Jacopo della Pila, sepolcro di Tommaso Brancaccio, scultura, 1492, navata destra, cappella della Maddalena.
Romolo Balsimelli di Settignano, decorazione marmorea di gusto rinascimentale, Cinquecento, navata destra, prima cappella, Carafa.
Giovanni da Nola, Madonna della Neve tra San Giovanni Battista e San Matteo, cona marmorea, Cinquecento, navata sinistra, cappella, altare.
Giovan Tommaso Malvito e Giovanni da Nola, monumento sepolcrale di Rainaldo del Doce, scultura, fine Quattrocento-Cinquecento, cappella alla testata del transetto sinistro, Vergine Annunciata.
Giovan Tommaso Malvito e Giovanni da Nola, monumento sepolcrale di Giovanni Battista del Doce, scultura, Cinquecento, navata destra, cappellina di Santa Rosa da Lima, parete.
Giovan Tommaso Malvito o suo collaboratore lombardo, San Girolamo penitente, bassorilievo, fine Quattrocento-Cinquecento, di fronte alla cappella di Santo Stefano.
Giovan Tommaso Malvito, monumento sepolcrale di Leonardo Tomacelli, scultura, 1529, navata sinistra, settima cappella, parete sinistra.
Gerolamo D’Auria, San Giovanni Battista, scultura, Cinquecento, navata sinistra, quarta cappella, altare.
Giovanni Antonio Tenerello, sepolcro di Alfonso Rota, scultura, 1568-69, navata sinistra, quarta cappella, parete destra.
Giovan Domenico e Gerolamo D’Auria, sepolcro di Bernardino Rota, Cinquecento, dal 1569, navata sinistra, quarta cappella, parete sinistra.
Giovan Vincenzo Forli, Vergine che appare a San Giacinto e storie della sua vita, cona lignea, fine Cinquecento, cappella di San Giacinto.
Matteo Bottigliero, busto di San Tommaso d’Aquino, scultura, Settecento, convento, cella del Santo, ingresso.

San Michele Arcangelo a Morfisa, XI secolo, transetto destro.
Cappellone del Crocifisso, XI secolo, navata destra.
Ignoto, portale di gusto franco-senese (entro il pronao del Settecento), Trecento, facciata.
Cosimo Fanzago, altare maggiore, marmi policromi, (rimaneggiato da Giovan Battista Nauclerio e Lorenzo Vaccaro, Settecento), Seicento, abside.
Andrea Malasomma, Costantino Marasi, Nicola Spatara e Muzio Gardegna, trasformazione barocca e altare in marmi commessi e pietre dure, quarto decennio del Seicento, navata sinistra, ultima cappella, de’ Franchis.
Giovanni Battista Nauclerio, Sacrestia, rifatta nel Settecento, 1709.
Domenico Antonio Vaccaro, pavimento in marmo e mattoni, Settecento, 1732, interno.
Federico Travaglini, restauro della struttura e soffitto, Ottocento, 1850-53, interno.

San Michele Arcangelo a Morfisa

San Domenico Maggiore, piazza omonima

Collegata alla piazza da una monumentale scalinata di piperno, costruita a metà Quattrocento per volontà di Alfonso d’Aragona, questa cappella, nucleo originario della basilica, che la inglobò nel Duecento, fu edificata intorno al 1002.

Allo stato attuale restano scarse tracce dell’aspetto originario, ma sono presenti opere di sicuro interesse e monumenti sepolcrali, databili tra Quattrocento e Seicento.

Segnalazioni:

Ignoto artista meridionale di cultura franco-catalana, San Domenico, dipinto su tavola, fine Duecento, cappella di San Domenico, altare.
Dirk Hendricksz detto Teodoro d’Errico, San Tommaso, San Giacomo e storie della loro vita, cona dipinta, Seicento, cappella di San Domenico, altare.
Scuola di Luca Giordano, San Tommaso d’Aquino e San Vincenzo Ferreri, dipinti su tela, Seicento, cappella di San Domenico Soriano.  

Jacopo della Pila, sepolcro di Tommaso Brancaccio, scultura, 1492-1500, cappella di San Domenico, parete destra.
Giovanni Antonio Tenerello, sepolcri di Giovanni Rota, scultura, 1559, interno.
Annibale Caccavello e Giovan Domenico D’Auria, sepolcro di Porzia Capece, scultura, Cinquecento, interno.
Ignoto, candelabro pasquale (con cariatidi provenienti dallo smembrato sepolcro di Filippo d’Angiò, della cerchia di Tino di Camaino), fine Cinquecento, presbiterio, a sinistra dell’altare maggiore.
Cosimo Fanzago, decorazione marmorea ad intarsio, 1652, presbiterio.
Lorenzo Vaccaro, Angeli, sculture laterali, 1695, altare maggiore, presbiterio.
Giuliano Finelli, San Bonito, scultura, Seicento, cappella Bonito, a sinistra dell’altare.
Matteo Bottigliero, sepolcro di Gerolamo Vicentini, scultura, Settecento, cappella Bonito.
Ignoto, organo, 1751, presbiterio, fondale.  

Cosimo Fanzago, altare maggiore, 1652, presbiterio.
Lorenzo Vaccaro, gradino superiore, 1695, altare maggiore, presbiterio.
 

Cappellone del Crocifisso

San Domenico Maggiore, piazza omonima

Situato nella navata destra della basilica, presenta una spiccata autonomia e proprie cappelle.

Conserva un notevole museo della scultura napoletana tra Quattrocento e Cinquecento.

Segnalazioni:

Maestro della cappella Loffredo (di cultura giottesca), Madonna in trono con Bambino, dipinto ad affresco, Trecento, cappella di Santa Rosa da Lima, parete destra.
Antonio Solario detto lo Zingaro, Beato Guido Marramaldo, dipinto ad affresco, fine Quattrocento-Cinquecento, vestibolo.
Colantonio, Deposizione, dipinto, Quattrocento, deposito.
Wenzel Coberghen, Resurrezione, dipinto su tavola, 1588, lato destro.
Michele Ragolia, Trinità che incorona la Vergine, dipinto ad affresco, Cinquecento, volta.
Pedro Fernandez, decorazione ad affresco, 1509-11, cappella del Presepe, cupoletta.


Pietro Belverte, presepe ligneo, scultura, 1507-11, cappella del Presepe.
Giovan Tommaso Malvito e Giovanni da Nola, monumento sepolcrale di Giovan Battista del Doce, scultura, Cinquecento, cappella di Santa Rosa da Lima, parete.
 

Sacrestia

San Domenico Maggiore, piazza omonima

Progettata da Giovan Battista Nauclerio, deve il suo aspetto attuale alla ristrutturazione generale del 1709, quando, a metà delle pareti, fu creata una struttura lignea a ballatoio, con balaustra e baldacchino su tre lati, destinata a mettere in ordine, su due file sovrapposte, le arche aragonesi ospitate, sino ad allora, nell’abside di San Domenico.

Splendida è la volta affrescata da Francesco Solimena, che vi lasciò un’altissima prova della sua maturità artistica; degni di nota sono anche gli armadi lignei e il pavimento marmoreo settecenteschi.

Segnalazioni:

Francesco Solimena, Trionfo della Fede sulla Eresia ad opera dei Domenicani, dipinto ad affresco, 1709, volta.
Giacomo Del Po, Angeli e Ritratti, dipinti ad affresco, 1711, arcone di fondo.
Fabrizio Santafede, Annunciazione, dipinto su tavola (in restauro), Settecento, altare.

 

Ignoto scultore, porte lignee, secondo Cinquecento, ai lati delle pareti lunghe.
Arche aragonesi, depositi lignei e materiali essili, Trecento-Cinquecento, sistemate in sacrestia nel Seicento, pareti, ballatoio ligneo.
Giovan Battista Nauclerio, armadi lignei in radica di noce, 1709 ca., pareti.
Giovan Battista Nauclerio, ballatoio ligneo (progetto), 1709, a metà altezza delle pareti.
Bartolomeo e Pietro Ghetti, altare, Settecento, arcone di fondo