San Giovanni a Carbonara

ds2659Via Carbonara

Fondato nel 1343 dagli Agostiniani, il complesso di San Giovanni trae il nome dal termine impiegato nel Medioevo per indicare il luogo adibito alla raccolta di rifiuti fuori dalle mura cittadine.

Rifatta a più riprese, dal Quattrocento in poi, la chiesa riportò varie modifiche sino al significativo restauro settecentesco di Ferdinando Sanfelice, attivo nella chiesa inferiore, nelle scenografiche scalinate d’ingresso e nel complesso conventuale.

ds2661Gli interventi effettuati per riparare ai danni dei bombardamenti hanno cancellato ogni traccia della decorazione ottocentesca di Federico Travaglini.

Ad aula unica rettangolare, coperta da capriate, con presbiterio a crociera, la chiesa manca della facciata, per la presenza della cinquecentesca Cappella di Somma, che richiese l’abolizione dell’antico ingresso e la sua sostituzione con un portale laterale della navata.

La cappella Caracciolo del Sole e la cappella Caracciolo di Vico, aggiunte rispettivamente nel corso del Quattrocento e del Cinquecento, mostrano spiccata autonomia e alta valenza architettonica.

La prima, adiacente alla parete absidale della chiesa, fu costruita nel 1427 per volontà del nobile Sergianni Caracciolo, con impianto centrico coperto a ombrello.

All’esterno, la sua sporgenza rispetto al perimetro della chiesa le consente di dominare l’intero complesso da via Carbonara; all’interno, invece, essa non risulta visibile dalla navata né dal presbiterio, presentandosi come un organismo del tutto autonomo.

La cappella Caracciolo di Vico, precoce testimonianza del Cinquecento romano a Napoli, edificata tra il 1499 e il 1516 lungo il fianco sinistro del presbiterio, è uno dei massimi prodotti architettonici del tempo nell’Italia meridionale. A pianta circolare, con ingresso simmetrico rispetto alla chiesa, la cappella si distingue per il sorprendente equilibrio delle forme che riecheggia modelli antichi.

L’esecuzione spetta, secondo le fonti, a Giovan Tommaso Malvito, ma resta ignoto l’autore del progetto, che mostra di padroneggiare le ultime ricerche di Bramante e Sangallo, e su cui sono state, pertanto, avanzate varie ipotesi di nomi celebri.

ds2664Segnalazioni:

Ignoto pittore, Natività, dipinto ad affresco, inizio Quattrocento, sul lato interno del chiostro quattrocentesco.
Maestro campano, Storie di San Nicola da Tolentino, ciclo ad affresco, primo Quattrocento, nicchia vicina all’ingresso della Cappella di Somma.
Giovanni da Gaeta, Annunciazione, dipinto ad affresco, metà Quattrocento, interno.
Giorgio Vasari, Crocifisso, dipinto su tavola, 1545, cappella Seripando.  


Cerchia di Antonio Baboccio da Piperno, lastra tombale di Angelillo Manco, primo Quattrocento, vicino all’ingresso della Cappella di Somma.
Andrea da Firenze e altri, mausoleo di Ladislao di Durazzo, 1418-28, al termine della navata.
Andrea da Firenze, portale, quarto decennio del Quattrocento, cappella di Santa Monica.
Andrea da Firenze, Sepolcro di Ruggiero Sanseverino, metà quarto decennio del Quattrocento, cappella di Santa Monica.
Scultori lombardi, Altare Miroballo, secondo Quattrocento, cappella Miroballo, navata.
Tommaso Malvito, altare marmoreo, inizio Cinquecento, cappella Recco, dedicata a San Bartolomeo, a destra della navata.
Ignoti scultori napoletani, portale e monumento sepolcrale di Fabio Caracciolo duca di Martina, Cinquecento, cappella del Crocefisso, terza a destra della navata.
Annibale Caccavello, San Giovanni Battista, scultura d’altare, 1520-40, sull’altare all’inizio della navata.
Michelangelo Naccherino, altare della Madonna delle Grazie e Madonna col Bambino, scultura, 1578, navata.
Annibale Caccavello, Altare della Purificazione, fine Cinquecento, a sinistra della Cappella di Somma.
Michelangelo Naccherino, Madonna col Bambino, scultura, 1601, cappella della Madonna del Carmine, nicchia centrale.
Francesco Pagano, monumento sepolcrale di Gaetano Argento, Settecento, cappella dell’Epifania, seconda a destra della navata.
Giuseppe Sanmartino, Francesco Solimena (disegno ?), altare e balaustra, 1746, chiesa inferiore, Consolazione a Carbonara.
Manifattura napoletana con influenze tardo gotiche, portale di accesso alla chiesa, Quattrocento, 1430, navata.

Ferdinando Sanfelice, scalinata di accesso, inizio Settecento, esterno.

Annibale Caccavello e Giovan Domenico D’Auria, Cappella di Somma, Cinquecento, 1557-66.  

Cappella Caracciolo del Sole, 1427, affiancata alla parete absidale.

Leonardo da Besozzo e Perinetto da Benevento, Vita della Vergine e Storie eremitiche, dipinti ad affresco, metà Quattrocento, interno.

Ignoti scultori di ambito napoletano, Mosè, Elia e Sergianni Caracciolo, sculture,  1440-50, esterno della cupola, alla sommità dei contrafforti.
Ignoto scultore, Sepolcro di Sergianni Caracciolo, dopo il 1441, di fronte all’ingresso.
Manifattura napoletana, pavimento, anni quaranta del Quattrocento.
 

Cappella Caracciolo di Vico, Cinquecento, interno.

Bartolomeo Ordonez e Diego de Siloe, altare con rilievi, 1516 ca., interno.
Scuola di Giovanni da Nola, Apostoli, statue in stucco e Santi, sculture, Cinquecento, nicchie.
Annibale Caccavello e Giovan Domenico D’Auria, sepolcri di Nicolantonio e Galeazzo Caracciolo, sculture e decorazioni, Cinquecento, nicchioni ai lati dell’altare.
Girolamo D’Auria, Marcello Caracciolo, statua, 1573, di fronte all’arca di Nicolantonio Caracciolo.
Ercole Ferrata, Carlo Maria Caracciolo, statua a figura intera, Seicento, arca sepolcrale di Nicolantonio Caracciolo.
Giuliano Finelli, Carlo Andrea Caracciolo, scultura, ritratto, 1643, a destra dell’ingresso.