San Lorenzo Maggiore

dm3467Via Tribunali

La chiesa e l’annesso convento si trovano nell’area dell’agorà greca, che fu poi del foro romano, fulcro delle attività cittadine, contraddistinta da una ricca stratificazione di fasi edificatorie.

Nel VI secolo, fu innalzata, con dedica al protomartire san Lorenzo, per inziativa del vescovo napoletano Giovanni II (533-555), la basilica paleocristiana, di cui sono state rinvenute le tracce negli scavi degli anni ’40-’50 del Novecento. A testimoniare il punto in cui si arrestava la primitiva basilica, sono state inserite nel nuovo pavimento delle liste d’ottone in corrispondenza delle mura perimetrali e delle colonne di sostegno dell’antica navata.
Quando, nel 1270-75, il re Carlo I d’Angiò, fondatore della dinastia angioina a Napoli, ormai capitale del Regno, decise costruire al posto della basilica del VI secolo un edificio sacro più grande e sontuoso, nelle forme del gotico francesizzante, ebbe inizio la lunga storia costruttiva del complesso di San Lorenzo che presenta una delle principali chiese francescane d’Italia. I vari interventi subiti l’hanno, infatti, caratterizzata per una notevole sovrapposizione di stili, resa ancor più complessa dai restauri rifacimenti novecenteschi.
Splendido esempio di architettura ecclesiastica medievale, la chiesa conserva un aspetto sostanzialmente trecentesco, su cui si sono innestati gli interventi rinascimentali e barocchi. Il primo ad essere completato fu lo spazio del coro e dell’abside poligonale con deambulatorio a cappelle radiali, nello stile del gotico francese. Separati da un arcone trionfale ribassato, l’ampio transetto e la navata unica con cappelle laterali coperta a capriate lignee mostrano le soluzione del gotico italianizzato, che subisce l’influsso dei prototipi classici e romanici. Il nuovo gusto risponde ad un completo ricambio di progettisti e di esecutori, prima francesi e poi italiani, nonché le difficili vicende della dinastia angioina a fine Duecento e l’impulso ormai diretto dei Francescani.
dm3465Fra le principali trasformazioni cui andò incontro l’edificio nei secoli seguenti si ricorda

la ristruturazione voluta, nel 1635, dal padre superiore Ilario de’ Rossi, in base alla quale i finestroni ogivali divennero quadrati, i muri furono rivestiti di stucchi, gli archi del deambulatorio absidale vennero tompagnati e le capriate del tetto ricoperte da un soffitto a cassettoni in cui campeggia una grande tela di Giuseppe Marulli.

L’aspetto originario fu definitivamente stravolto dagli interventi successivi al terremoto del 1732. Nel 1743, Ferdinando Sanfelice ricostruì la facciata della chiesa e la relativa controfacciata, inglobando l’elegante portale marmoreo trecentesco con i battenti originari e riducendo di un’unità il numero delle cappelle su entrambi i lati.
Nel 1926, per restituire alla struttura la perduta unitarietà nel gotico originario, fu intrapreso un impegnativo restauro, che, conservando la controfacciata e le preziose strutture barocche della terza cappella a destra e del Cappellone di Sant’Antonio nel transetto sinistro, è riuscito nella non facile opera di valorizzazione delle primitive forme medievali.
dm3468Segnalazioni:

Maestro delle Storie della Maddalena, Gesù in casa di Simeone, Resurrezione di Lazzaro, Maddalena penitente, dipinti ad affresco, 1295-1300, prima cappella del deambulatorio, pareti.
Maestro di Giovanni Barrile (collaboratore di Giotto),
Storie della Vergine, dipinti ad affresco, 1333-34, cappella Barrile.
Leonardo da Besozzo e Ignoto,
Sant’Antonio e angeli, dipinto su tavola a fondo oro, 1438 ca., cappellone di Sant’Antonio.
Francesco Curia
, Allegoria francescana con papa Sisto V, dipinto su tavola, fine Cinquecento, controfacciata.

Massimo Stanzione, Madonna del Rosario, Seicento, terza cappella a destra, altare.
Mattia Preti,
Crocifissione, dipinto su tela, 1660 ca., cappellone di Sant’Antonio.


Tino di Camaino,
Monumento funerario di Caterina d’Austria, 1323 ca., presbiterio, sotto la prima arcata del deambulatorio.
Antonio Baboccio da Piperno,
Sepolcro di Ludovico Aldomorisco, 1421, prima-seconda cappella a destra.


Ignoto, Pavimentazione musiva, VI secolo, transetto.
Ignoto, Abside poligonale, Duecento.
Ignoto, Sesta cappella radiale del deambulatorio, Barrile, Trecento.
Cosimo Fanzago, pozzo, Seicento, al centro del chiostro.
Cosimo Fanzago, terza cappella a destra, Cacace, barocca, Seicento.
Cosimo Fanzago, Cappellone di Sant’Antonio, barocco, Seicento, transetto sinistro.