Santa Casa dell’Annunziata

dm3319via Annunziata

Fondata intorno al 1318, la Congregazione della Santissima Annunziata, nota istituzione napoletana per la cura dell’infanzia abbandonata, sopravvisuta fino a metà Novecento, comprendeva in origine un ospedale, una chiesa, un ospizio per i trovatelli ed un conservatorio per le esposte.
A seguito di alterne vicende, la Santa Casa fu costretta progressivamente a ridurre la sua attività assistenziale, finchè, nel 1816, l’ospedale fu chiuso e l’unica testimonianza ancora rimasta della chiesa trecentesca è la piccola cappella Mormile, i cui frammenti ad affresco, del tardo Trecento, sono conservati al Museo Civico di Castel Nuovo.
Dall’incendio del 1757, che apportò gravi danni alla chiesa, si salvarono solo la sacrestia, la cappella Carafa ed il Tesoro.

dm3334Il costoso programma di ricostruzione, voluto da Carlo di Borbone nel 1758, fu opera di Luigi Vanvitelli, che inziò dalla rotonda inferiore, ideata come perfetto organismo centrico, e diede speciale risalto alla cupola, per valorizzare l’effetto centralizzante, anche se l’alto tamburo su cui è impostata ne impedisca la visione immediata all’ingresso. Nella pianta longitudinale allungata della chiesa, la cupola costituisce una soluzione centrica sostanzialmente autonoma con la sua sequenza di lacunari stellari a otto punte e la capacità di irradiare luminosità nel vano della crociera.
Dal 1774, Carlo Vanvitelli proseguì il lavoro paterno e realizzò, nel 1782, la facciata dall’andamento curvilineo, a sinistra della quale è la cinquecentesca torre campanaria.
All’interno, prevale il motivo della colonna, che, innestata nel muro, mira ad annullare gli spigoli e a conferire fluidità all’intero ambiente.

dm3326L’Annunziata è considerata una delle migliori prove dell’architettura settecentesca nel napoletano.

Segnalazioni:

Belisario Corenzio, dipinti ad affresco, 1599, cappella del Tesoro, volta e pareti.
Belisario Corenzio, Storie dell’Antico Testamento, dipinti, 1605, sacrestia.
Francesco De Mura, Strage degli Innocenti e Martirio di Santa Barbara, dipinti, 1761, transetto.
Francesco De Mura, Annunciata, dipinto, 1761, altare maggiore.


Tommaso Malvito e aiuti, Madonna della Misericordia, lunetta scolpita, 1500, esterno, portale d’ingresso.
Pietro Belverte e Giovanni da Nola, battenti lignei intagliati, entro il 1508, esterno, portale.
Girolamo D’Auria, su disegno di Giovan Bernardo Lama, Annunciazione, rilievo, 1577, locale adiacente alla sacrestia, lavamano marmoreo, dossale.
Girolamo D’Auria e Salvatore Caccavello, armadi lignei con pannelli intagliati e incorniciature a grottesche, 1577-80, sacrestia.
Nunzio Ferraro, armadio ligneo delle reliquie, 1578-79, in fondo alla sacrestia.
Michelangelo Naccherino, monumento funebre di Alfonso Sanchez, scultura, 1588, sala del Tesoro.
Giovanni Antonio Dosio, portale e nicchie marmoree, 1598, cappella del Tesoro.
Jacopo Lazzari e Antonio Galluccio, decorazione scultorea, 1623-26, cappella Carafa di Morcone.
Cosimo Fanzago, cornice scolpita, 1667, esterno, porta del campanile.
Angelo Viva, Sobrietà e Modestia, Settecento, chiesa, crociera, a sinistra.
Giuseppe Picano, Prudenza e Perseveranza, Settecento, crociera, a destra.
Domenico Gagini, Madonna con Bambino, scultura marmorea, Settecento, succorpo.
Francesco Pagano, statue in terracotta, 1763, altarini laterali, succorpo.
Giuseppe Sanmartino, San Lazzaro, statua in terracotta, 1764, altare laterale, succorpo.
Giuseppe Sanmartino, Meditazione, Preghiera, Sapeinza e Santità, sculture in stucco, Settecento, chiesa, navata.
Giuseppe Picano, Sant’Anna con la Vergine e San Giuseppe, gruppi lignei, 1790, a destra e a sinistra dell’accesso alla navata.
Giuseppe Picano, putti e cherubini in marmo, entro il 1781, altare maggiore.