Sant’Angelo a Nilo

dinf3394Piazzetta Nilo

Nota soprattutto come Cappella Brancaccio, la chiesa trae il nome dall’antica statua del fiume Nilo eretta dai mercanti egiziani in epoca greco-romana.

A navata unica, con abside e tre ingressi, fu fondata dal cardinale Rinaldo Brancaccio, di cui conserva il monumento sepolcrale, realizzato nel 1427-28 da Donatello e Michelozzo a Pisa e poi inviato a Napoli. Tale opera, pur nel tradizionale schema a baldacchino delle tombe gotiche, impone la forza espressiva dello “stiacciato pittorico” donatelliano, con la potente carica innovatrice di quel linguaggio raffrontato con il sepolcro eseguito dai fratelli Ghetti, sul lato opposto. Dell’originaria decorazione quattrocentesca, improntata al gusto tardo-gotico voluto dal committente, resta solo una lunetta di Perinetto da Benevento. Alla fine del Quattrocento appartengono le tarsie della sacrestia, tra i più antichi esempi di questa tecnica nel napoletano.

Ristrutturata nel 1709 ad opera di Arcangelo Gulglielmelli e altri artisti, presenta sull’altare maggiore la celebre tavola col San Michele Arcangelo di Marco Pino, in onore del Santo titolare.

din3390Segnalazioni:

Perinetto da Benevento, lunetta ad affresco su fondo d’oro, 1427-28, sacrestia.
Marco Pino, San Michele Arcangelo, dipinto su tavola, 1573 ca., altare maggiore.
Carlo Sellitto, Apparizione della Vergine a Santa Candida, dipinto, 1614, cappella del lato destro, Santa Candida, altare maggiore.
Giovan Battista Lama, dipinti su tela, 1709, ordine superiore della navata e della controfacciata.

Donatello e Michelozzo, monumento sepolcrale di Rinaldo Brancaccio, scultura, 1427, cappellina del lato destro.
Ambito di Francesco Pagano o di Cristoforo Scacco, armadi lignei e tarsie, fine Quattrocento, sacrestia, parete di fondo.
Giovan Tommaso Malvito, tabernacolo marmoreo, primo Cinquecento, sacrestia, lato destro.
Ignoto, lunetta e San Michele Arcangelo, sculture, Cinquecento, portale facciata.
Ignoto, porta lignea a intarsio, Cinquecento, sacrestia.
Bartolomeo e Pietro Ghetti, monumento sepolcrale di Francesco e Stefano Brancaccio, scultura, 1684, a sinistra dell’altare maggiore.
Ignoto scultore napoletano, Addolorata, busto ligneo, fine Seicento, navata, teca di vetro.